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Audit Rivela che Metà dei Centri di Accoglienza Gestiti da Fedasil Non Raggiunge gli Standard Minimi

nov 22, 2025
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Audit Rivela che Metà dei Centri di Accoglienza Gestiti da Fedasil Non Raggiunge gli Standard Minimi
Un nuovo rapporto sulla trasparenza trapelato al quotidiano belga De Standaard rivela che il 20% delle 105 strutture di accoglienza per richiedenti asilo del paese — e ben la metà di quelle gestite direttamente dall’Agenzia Federale per l’Accoglienza dei Richiedenti Asilo (Fedasil) — non rispetta i criteri minimi di spazio e privacy stabiliti dall’organizzazione stessa. I dati, confermati da Fedasil venerdì, evidenziano un sovraffollamento cronico e un deterioramento delle infrastrutture in una rete che ha affrontato flussi record e un’impasse politica sull’ampliamento della capacità.

Secondo le linee guida di Fedasil, ogni ospite dovrebbe disporre di almeno quattro metri quadrati di spazio personale per dormire, mentre le famiglie dovrebbero essere sistemate in stanze private di almeno otto metri quadrati. Gli ispettori hanno riscontrato più strutture in cui diverse famiglie non imparentate condividevano la stessa stanza, mentre gli edifici più vecchi soffrivano di muffa, servizi igienici inadeguati e insufficiente separazione tra minori non accompagnati e uomini adulti.

Audit Rivela che Metà dei Centri di Accoglienza Gestiti da Fedasil Non Raggiunge gli Standard Minimi


Il sistema di accoglienza belga è sotto pressione legale dal 2021, quando i tribunali hanno iniziato a imporre sanzioni allo Stato per il mancato alloggio dei richiedenti asilo registrati. I nuovi dati rischiano di innescare ulteriori contenziosi e potrebbero minare ulteriormente la fiducia tra i partner europei, alcuni dei cui tribunali — come quelli olandesi — hanno già rifiutato di rimandare in Belgio richiedenti asilo in base al regolamento di Dublino, citando carenze sistemiche.

Per i team di mobilità globale, queste evidenze sono rilevanti perché i colli di bottiglia nell’accoglienza complicano i tempi per il ricongiungimento familiare, allungano le procedure per i permessi di lavoro e alimentano il dibattito politico locale che potrebbe irrigidire le politiche migratorie. I datori di lavoro che trasferiscono personale con permessi unici o Blue Card devono prevedere tempi più lunghi, soprattutto quando i familiari a carico necessitano di visti, e monitorare le limitazioni di capacità municipali che influenzano gli appuntamenti per la registrazione.

Il governo ha stanziato 150 milioni di euro per interventi di emergenza e sta negoziando con le autorità regionali per convertire caserme militari inutilizzate e dormitori studenteschi in alloggi temporanei, ma i critici avvertono che senza finanziamenti strutturali e una più rapida definizione delle domande d’asilo il sistema resterà sotto pressione.
Fonte: The Brussels Times

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