
Il governo ceco ha compiuto un passo decisivo per garantire maggiore sicurezza ai rifugiati ucraini e alleggerire gli uffici immigrazione sovraccarichi, introducendo una nuova carta di “residenza speciale a lungo termine” che sostituirà l’attuale adesivo di Protezione Temporanea annuale, rinnovato da molti ucraini dal marzo 2022.
Secondo un decreto ministeriale pubblicato il 26 novembre, i richiedenti idonei potranno convertire il loro permesso attuale in una carta biometrica valida per cinque anni, a partire dal 15 dicembre 2025. Per qualificarsi, gli ucraini dovranno dimostrare un reddito annuo netto di almeno 440.000 CZK (circa 18.000 €), più 110.000 CZK per ogni familiare a carico, presentare un contratto di affitto o un atto di proprietà valido per l’intero quinquennio e fornire un certificato di buona condotta apostillato. Il Ministero dell’Interno sostiene che questo requisito economico più rigoroso favorirà l’autosufficienza finanziaria, offrendo comunque un percorso chiaro verso la stabilità a decine di migliaia di rifugiati già integrati nel mercato del lavoro ceco.
Per le aziende, la novità rappresenta un importante vantaggio amministrativo. Le imprese avevano lamentato che il rinnovo annuale della Protezione Temporanea creava “scadenze a effetto valanga”, costringendo i team HR a monitorare centinaia di date di scadenza e a gestire appuntamenti di massa che congestionavano il portale di prenotazione. Una carta quinquennale significa meno cicli di rinnovo, minori rischi legali e una forza lavoro più stabile, soprattutto nei poli industriali di Plzeň e Ostrava, dove i tecnici ucraini colmano ora importanti lacune di competenze.
L’attuazione pratica, tuttavia, non sarà semplice. I richiedenti dovranno presentarsi di persona per la rilevazione biometrica, e gli uffici immigrazione di Praga e Brno segnalano già ritardi di diversi mesi. Il ministero ha annunciato l’apertura di 20 sportelli temporanei in tutto il paese e l’estensione degli orari di apertura al sabato fino a marzo 2026, ma gli osservatori temono che la capacità possa comunque risultare insufficiente. Le ONG che supportano i rifugiati esprimono preoccupazione per le famiglie monoparentali, che potrebbero non raggiungere la soglia di reddito e tornare così al regime annuale meno sicuro.
Nonostante ciò, l’introduzione della carta pluriennale allinea la Repubblica Ceca ai vicini Polonia e Slovacchia, che hanno recentemente esteso la durata dei loro permessi di protezione. Per le multinazionali che gestiscono ampi gruppi di lavoratori ucraini, il messaggio è chiaro: è il momento di raccogliere documenti di reddito, contratti di affitto e certificati di polizia per permettere al personale di presentare domanda non appena si apriranno gli slot per gli appuntamenti.
Secondo un decreto ministeriale pubblicato il 26 novembre, i richiedenti idonei potranno convertire il loro permesso attuale in una carta biometrica valida per cinque anni, a partire dal 15 dicembre 2025. Per qualificarsi, gli ucraini dovranno dimostrare un reddito annuo netto di almeno 440.000 CZK (circa 18.000 €), più 110.000 CZK per ogni familiare a carico, presentare un contratto di affitto o un atto di proprietà valido per l’intero quinquennio e fornire un certificato di buona condotta apostillato. Il Ministero dell’Interno sostiene che questo requisito economico più rigoroso favorirà l’autosufficienza finanziaria, offrendo comunque un percorso chiaro verso la stabilità a decine di migliaia di rifugiati già integrati nel mercato del lavoro ceco.
Per le aziende, la novità rappresenta un importante vantaggio amministrativo. Le imprese avevano lamentato che il rinnovo annuale della Protezione Temporanea creava “scadenze a effetto valanga”, costringendo i team HR a monitorare centinaia di date di scadenza e a gestire appuntamenti di massa che congestionavano il portale di prenotazione. Una carta quinquennale significa meno cicli di rinnovo, minori rischi legali e una forza lavoro più stabile, soprattutto nei poli industriali di Plzeň e Ostrava, dove i tecnici ucraini colmano ora importanti lacune di competenze.
L’attuazione pratica, tuttavia, non sarà semplice. I richiedenti dovranno presentarsi di persona per la rilevazione biometrica, e gli uffici immigrazione di Praga e Brno segnalano già ritardi di diversi mesi. Il ministero ha annunciato l’apertura di 20 sportelli temporanei in tutto il paese e l’estensione degli orari di apertura al sabato fino a marzo 2026, ma gli osservatori temono che la capacità possa comunque risultare insufficiente. Le ONG che supportano i rifugiati esprimono preoccupazione per le famiglie monoparentali, che potrebbero non raggiungere la soglia di reddito e tornare così al regime annuale meno sicuro.
Nonostante ciò, l’introduzione della carta pluriennale allinea la Repubblica Ceca ai vicini Polonia e Slovacchia, che hanno recentemente esteso la durata dei loro permessi di protezione. Per le multinazionali che gestiscono ampi gruppi di lavoratori ucraini, il messaggio è chiaro: è il momento di raccogliere documenti di reddito, contratti di affitto e certificati di polizia per permettere al personale di presentare domanda non appena si apriranno gli slot per gli appuntamenti.
Fonte: VisaHQ Global Mobility News
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