
Parlando con The Australian il 28 novembre, l’ex vice segretario del Dipartimento dell’Immigrazione Abul Rizvi ha avvertito che il numero di visti ponte ha superato quota 400.000, il doppio rispetto ai livelli pre-pandemia, e che entrambi i principali partiti devono smettere di adottare “politiche improvvisate” e fissare obiettivi misurabili per ogni categoria di visto.
Rizvi sostiene che senza limiti chiari, il programma di migrazione temporanea continuerà a espandersi in modo incontrollato, aggravando la carenza di alloggi e mettendo sotto pressione i servizi statali. La Coalizione dovrebbe pubblicare i suoi principi migratori entro fine anno, mentre alcuni membri spingono per tagli drastici agli ingressi di studenti stranieri e lavoratori in vacanza. La senatrice dei Nationals Bridget McKenzie chiede una strategia demografica pluridecennale che bilanci la congestione urbana con le ambizioni di crescita regionale.
Nel frattempo, le università sono nel mirino. I critici sostengono che dipendano dai ricavi degli studenti internazionali ma non investano in alloggi o infrastrutture. L’ex primo ministro Tony Abbott ha chiesto una regolamentazione più severa dei fornitori di istruzione, accusandoli di fare lobbying per aumentare continuamente il numero di visti.
Per i datori di lavoro, il dibattito preannuncia possibili limiti ai percorsi di visto per lavoratori qualificati e laureati nel 2026-27. I leader della mobilità dovrebbero pianificare scenari con quote ridotte o controlli più rigidi sul mercato del lavoro, soprattutto nei settori della sanità, IT e ospitalità, già alle prese con carenze di personale.
Rizvi sostiene che senza limiti chiari, il programma di migrazione temporanea continuerà a espandersi in modo incontrollato, aggravando la carenza di alloggi e mettendo sotto pressione i servizi statali. La Coalizione dovrebbe pubblicare i suoi principi migratori entro fine anno, mentre alcuni membri spingono per tagli drastici agli ingressi di studenti stranieri e lavoratori in vacanza. La senatrice dei Nationals Bridget McKenzie chiede una strategia demografica pluridecennale che bilanci la congestione urbana con le ambizioni di crescita regionale.
Nel frattempo, le università sono nel mirino. I critici sostengono che dipendano dai ricavi degli studenti internazionali ma non investano in alloggi o infrastrutture. L’ex primo ministro Tony Abbott ha chiesto una regolamentazione più severa dei fornitori di istruzione, accusandoli di fare lobbying per aumentare continuamente il numero di visti.
Per i datori di lavoro, il dibattito preannuncia possibili limiti ai percorsi di visto per lavoratori qualificati e laureati nel 2026-27. I leader della mobilità dovrebbero pianificare scenari con quote ridotte o controlli più rigidi sul mercato del lavoro, soprattutto nei settori della sanità, IT e ospitalità, già alle prese con carenze di personale.
Fonte: The Australian