
In un’altra mossa “America First” in ambito fiscale, il presidente Trump ha firmato un ordine esecutivo il 28 novembre 2025 che impone una sovrattassa di 100 dollari a persona ai turisti stranieri che visitano 11 parchi nazionali statunitensi di punta, tra cui il Grand Canyon, Yellowstone, Yosemite e Zion. La tariffa, che si aggiunge ai già esistenti costi di ingresso, entrerà in vigore il 1° gennaio 2026. I non residenti dovranno inoltre pagare 250 dollari per il pass annuale America the Beautiful — più di tre volte il prezzo per i residenti — e non avranno più diritto ai sei giorni annuali di ingresso gratuito.
Secondo il Dipartimento degli Interni, la sovrattassa genererà circa 240 milioni di dollari all’anno destinati alla manutenzione dei sentieri e alla mitigazione degli incendi boschivi. La segretaria agli Interni Catherine Coleman ha sottolineato che attualmente i contribuenti statunitensi coprono l’80% dei costi di gestione dei parchi, mentre i visitatori internazionali rappresentano circa un quarto delle presenze annuali. Gli economisti del turismo avvertono però che l’aumento dei costi potrebbe scoraggiare i visitatori a lungo raggio, in particolare i gruppi turistici provenienti da Europa e Asia, mettendo a rischio le economie locali che dipendono dalla spesa internazionale.
I responsabili dei viaggi aziendali devono prepararsi a costi giornalieri più elevati per viaggi incentive o riunioni del consiglio tenute nei lodge dei parchi. La sovrattassa si aggiunge a una serie di aumenti tariffari che colpiscono i viaggiatori stranieri, tra cui il balzo dell’ESTA a 40 dollari e le nuove tariffe I-94 per i valichi terrestri introdotte a settembre.
L’ordine esecutivo incarica il National Park Service di installare nuovi chioschi per la vendita dei biglietti che verifichino la nazionalità tramite passaporto o scansione NFC da smartphone. I vettori che trasportano gruppi turistici saranno responsabili per le sovrattasse non pagate, seguendo un modello simile a quello delle sanzioni per i vettori in ambito di controllo dell’immigrazione. Associazioni di settore come U.S. Travel hanno chiesto esenzioni per studenti stranieri e ricercatori scientifici; il Dipartimento degli Interni ha risposto che le “esenzioni per difficoltà” saranno valutate caso per caso.
La politica non riguarda i cittadini statunitensi residenti all’estero, che potranno continuare a pagare la tariffa ridotta presentando un passaporto USA. Tuttavia, i doppi cittadini che entrano con passaporto straniero saranno considerati non residenti.
Secondo il Dipartimento degli Interni, la sovrattassa genererà circa 240 milioni di dollari all’anno destinati alla manutenzione dei sentieri e alla mitigazione degli incendi boschivi. La segretaria agli Interni Catherine Coleman ha sottolineato che attualmente i contribuenti statunitensi coprono l’80% dei costi di gestione dei parchi, mentre i visitatori internazionali rappresentano circa un quarto delle presenze annuali. Gli economisti del turismo avvertono però che l’aumento dei costi potrebbe scoraggiare i visitatori a lungo raggio, in particolare i gruppi turistici provenienti da Europa e Asia, mettendo a rischio le economie locali che dipendono dalla spesa internazionale.
I responsabili dei viaggi aziendali devono prepararsi a costi giornalieri più elevati per viaggi incentive o riunioni del consiglio tenute nei lodge dei parchi. La sovrattassa si aggiunge a una serie di aumenti tariffari che colpiscono i viaggiatori stranieri, tra cui il balzo dell’ESTA a 40 dollari e le nuove tariffe I-94 per i valichi terrestri introdotte a settembre.
L’ordine esecutivo incarica il National Park Service di installare nuovi chioschi per la vendita dei biglietti che verifichino la nazionalità tramite passaporto o scansione NFC da smartphone. I vettori che trasportano gruppi turistici saranno responsabili per le sovrattasse non pagate, seguendo un modello simile a quello delle sanzioni per i vettori in ambito di controllo dell’immigrazione. Associazioni di settore come U.S. Travel hanno chiesto esenzioni per studenti stranieri e ricercatori scientifici; il Dipartimento degli Interni ha risposto che le “esenzioni per difficoltà” saranno valutate caso per caso.
La politica non riguarda i cittadini statunitensi residenti all’estero, che potranno continuare a pagare la tariffa ridotta presentando un passaporto USA. Tuttavia, i doppi cittadini che entrano con passaporto straniero saranno considerati non residenti.
Fonte: News.com.au