
Il Dipartimento degli Affari Esteri e del Commercio (DFAT) australiano ha aggiornato il suo avviso Smartraveller per la Repubblica Ceca, segnalando tempi di attesa di 25-30 minuti all'aeroporto di Praga e in alcuni valichi terrestri dopo l'entrata in vigore, il 12 ottobre, del Sistema di Entrata/Uscita dell’UE (EES). Prima dell’EES, i controlli passaporti per le partenze a lungo raggio raramente superavano i dieci minuti.
L’EES sostituisce il timbro manuale sul passaporto con una registrazione digitale che include impronte digitali e un’immagine del volto. Sebbene il processo dovrebbe velocizzare i viaggi futuri, la prima registrazione sta richiedendo più tempo del previsto, mentre agenti e viaggiatori si familiarizzano con le nuove apparecchiature. Le compagnie aeree hanno iniziato a invitare i passeggeri in classe economica ad arrivare almeno tre ore prima della partenza durante il picco natalizio, seguendo le indicazioni già diffuse da vettori in Spagna, Francia e Germania.
L’avviso del DFAT non è solo un semplice consiglio per i viaggiatori, ma ha implicazioni importanti per i responsabili della mobilità globale. Poiché l’EES conteggia automaticamente i soggiorni sotto la regola Schengen 90/180 giorni, è più facile che eventuali sforamenti vengano rilevati, con il rischio di multe immediate o divieti di ingresso pluriennali che possono compromettere i tempi dei progetti. Le aziende che ruotano il personale a Praga sono quindi invitate a monitorare attentamente i giorni cumulativi di permanenza nello spazio Schengen e a prevedere margini di tempo extra nei turni di lavoro.
La Polizia Straniera ceca ha annunciato che durante il periodo festivo saranno impiegati agenti aggiuntivi e che le correzioni software hanno già ridotto i tempi medi di attesa di circa il 10%. Tuttavia, le autorità ammettono che la “stabilizzazione completa” potrebbe arrivare solo a metà 2026, quando i viaggiatori avranno completato la prima registrazione EES e l’app digitale per i viaggi (attualmente in discussione a Bruxelles) dovrebbe ulteriormente semplificare il processo.
Anche altri governi, tra cui Canada, Nuova Zelanda e Stati Uniti, hanno emesso avvisi simili, sottolineando che i rallentamenti sono un fenomeno diffuso in tutto lo spazio Schengen e non un problema esclusivamente ceco.
L’EES sostituisce il timbro manuale sul passaporto con una registrazione digitale che include impronte digitali e un’immagine del volto. Sebbene il processo dovrebbe velocizzare i viaggi futuri, la prima registrazione sta richiedendo più tempo del previsto, mentre agenti e viaggiatori si familiarizzano con le nuove apparecchiature. Le compagnie aeree hanno iniziato a invitare i passeggeri in classe economica ad arrivare almeno tre ore prima della partenza durante il picco natalizio, seguendo le indicazioni già diffuse da vettori in Spagna, Francia e Germania.
L’avviso del DFAT non è solo un semplice consiglio per i viaggiatori, ma ha implicazioni importanti per i responsabili della mobilità globale. Poiché l’EES conteggia automaticamente i soggiorni sotto la regola Schengen 90/180 giorni, è più facile che eventuali sforamenti vengano rilevati, con il rischio di multe immediate o divieti di ingresso pluriennali che possono compromettere i tempi dei progetti. Le aziende che ruotano il personale a Praga sono quindi invitate a monitorare attentamente i giorni cumulativi di permanenza nello spazio Schengen e a prevedere margini di tempo extra nei turni di lavoro.
La Polizia Straniera ceca ha annunciato che durante il periodo festivo saranno impiegati agenti aggiuntivi e che le correzioni software hanno già ridotto i tempi medi di attesa di circa il 10%. Tuttavia, le autorità ammettono che la “stabilizzazione completa” potrebbe arrivare solo a metà 2026, quando i viaggiatori avranno completato la prima registrazione EES e l’app digitale per i viaggi (attualmente in discussione a Bruxelles) dovrebbe ulteriormente semplificare il processo.
Anche altri governi, tra cui Canada, Nuova Zelanda e Stati Uniti, hanno emesso avvisi simili, sottolineando che i rallentamenti sono un fenomeno diffuso in tutto lo spazio Schengen e non un problema esclusivamente ceco.
Fonte: VisaHQ Global Mobility News
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