
Il Consiglio dell’UE ha annunciato una conferenza stampa informale il 3 dicembre, in vista del Consiglio Giustizia e Affari Interni (JHA) della prossima settimana, durante il quale i ministri cercheranno di finalizzare il tanto atteso Patto su Migrazione e Asilo. L’incontro, previsto per l’8 e 9 dicembre a Bruxelles, affronterà regolamenti sullo screening, meccanismi di solidarietà e digitalizzazione dei permessi di soggiorno.
Il Belgio, che assumerà la presidenza di turno del Consiglio a gennaio 2026, si sta posizionando come mediatore tra gli Stati mediterranei con alto numero di arrivi e i Paesi “porta d’ingresso” come Germania e Paesi Bassi, che chiedono politiche di rimpatrio più rigorose. Gli osservatori ritengono che la sessione imminente sarà un banco di prova per verificare se il compromesso sulle procedure di frontiera potrà resistere alle obiezioni di Ungheria e Polonia.
Un eventuale svolta influenzerà direttamente la legislazione belga prevista per il primo trimestre del 2026, inclusa una bozza di legge per recepire le norme UE sullo screening nel diritto nazionale e integrarle con la nuova piattaforma digitale per le carte di soggiorno del Paese.
Gli operatori della mobilità globale dovrebbero seguire con attenzione gli esiti: un accordo sul Patto potrebbe uniformare le procedure di ammissione in tutta Europa, riducendo i tempi per distacchi e ricongiungimenti familiari, ma introducendo anche colloqui di sicurezza obbligatori negli aeroporti belgi.
Il Belgio, che assumerà la presidenza di turno del Consiglio a gennaio 2026, si sta posizionando come mediatore tra gli Stati mediterranei con alto numero di arrivi e i Paesi “porta d’ingresso” come Germania e Paesi Bassi, che chiedono politiche di rimpatrio più rigorose. Gli osservatori ritengono che la sessione imminente sarà un banco di prova per verificare se il compromesso sulle procedure di frontiera potrà resistere alle obiezioni di Ungheria e Polonia.
Un eventuale svolta influenzerà direttamente la legislazione belga prevista per il primo trimestre del 2026, inclusa una bozza di legge per recepire le norme UE sullo screening nel diritto nazionale e integrarle con la nuova piattaforma digitale per le carte di soggiorno del Paese.
Gli operatori della mobilità globale dovrebbero seguire con attenzione gli esiti: un accordo sul Patto potrebbe uniformare le procedure di ammissione in tutta Europa, riducendo i tempi per distacchi e ricongiungimenti familiari, ma introducendo anche colloqui di sicurezza obbligatori negli aeroporti belgi.
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