
Il Consiglio dell’UE ha pubblicato la bozza dell’agenda per il Consiglio Giustizia e Affari Interni (JAI) che si riunirà l’8 e 9 dicembre. La sessione, presieduta dalla Danimarca, affronterà tre dossier con conseguenze immediate per i programmi di mobilità aziendale: l’applicazione accelerata del concetto di “paese terzo sicuro”, il primo fondo annuale di solidarietà per il ricollocamento dei richiedenti asilo nel 2026, e le verifiche tecniche finali sull’interoperabilità di Schengen in vista del lancio del Sistema di Entrata/Uscita (EES).
La Repubblica Ceca sarà rappresentata dal Ministro dell’Interno Vít Rakušan e dal Ministro della Giustizia Pavel Blažek. Praga dovrebbe sostenere il rimpatrio accelerato dei migranti irregolari e insisterà per esenzioni chiare a tutela delle quote di lavoratori stagionali, fondamentali per i settori manifatturiero e agricolo cechi. Secondo fonti diplomatiche, la Repubblica Ceca chiede inoltre garanzie che i nuovi obblighi IT alle frontiere non rallentino il flusso di merci lungo i suoi trafficati confini terrestri con Slovacchia, Austria e Germania, una volta che l’EES diventerà obbligatorio il prossimo ottobre.
Per le multinazionali, l’incontro è cruciale perché il Consiglio potrebbe approvare sospensioni più lunghe (fino a 12 mesi) dei regimi di esenzione dal visto per paesi terzi considerati non collaborativi, aprendo la possibilità di cambiamenti improvvisi nella documentazione per i viaggiatori d’affari provenienti dai Balcani occidentali, dall’America Latina o dal Golfo. I responsabili della mobilità dovrebbero monitorare i documenti finali e prepararsi ad aggiornare i modelli di lettera d’invito e i tempi di approvazione dei viaggi.
È prevista una conferenza stampa nel pomeriggio dell’8 dicembre, mentre il Segretariato del Consiglio trasmetterà in diretta i dibattiti sulla normativa sui paesi sicuri. I datori di lavoro con un’ampia popolazione di assegnati non UE sono invitati a seguire per cogliere segnali precoci sui tempi di attuazione.
La Repubblica Ceca sarà rappresentata dal Ministro dell’Interno Vít Rakušan e dal Ministro della Giustizia Pavel Blažek. Praga dovrebbe sostenere il rimpatrio accelerato dei migranti irregolari e insisterà per esenzioni chiare a tutela delle quote di lavoratori stagionali, fondamentali per i settori manifatturiero e agricolo cechi. Secondo fonti diplomatiche, la Repubblica Ceca chiede inoltre garanzie che i nuovi obblighi IT alle frontiere non rallentino il flusso di merci lungo i suoi trafficati confini terrestri con Slovacchia, Austria e Germania, una volta che l’EES diventerà obbligatorio il prossimo ottobre.
Per le multinazionali, l’incontro è cruciale perché il Consiglio potrebbe approvare sospensioni più lunghe (fino a 12 mesi) dei regimi di esenzione dal visto per paesi terzi considerati non collaborativi, aprendo la possibilità di cambiamenti improvvisi nella documentazione per i viaggiatori d’affari provenienti dai Balcani occidentali, dall’America Latina o dal Golfo. I responsabili della mobilità dovrebbero monitorare i documenti finali e prepararsi ad aggiornare i modelli di lettera d’invito e i tempi di approvazione dei viaggi.
È prevista una conferenza stampa nel pomeriggio dell’8 dicembre, mentre il Segretariato del Consiglio trasmetterà in diretta i dibattiti sulla normativa sui paesi sicuri. I datori di lavoro con un’ampia popolazione di assegnati non UE sono invitati a seguire per cogliere segnali precoci sui tempi di attuazione.
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