
Mancano meno di 16 mesi all’entrata a pieno regime del nuovo Sistema di Entrata/Uscita (EES) dell’Unione Europea e della sua autorizzazione gemella ETIAS, protagonisti delle notizie di viaggio del 7 dicembre 2025. Un approfondimento pubblicato dalla testata specializzata Travel and Tour World spiega come il passaggio dai timbri sul passaporto a scansioni facciali e impronte digitali rivoluzionerà la gestione delle frontiere per tutti i Paesi Schengen, inclusa la Germania.
Secondo il calendario attuale, l’EES è in fase pilota da ottobre, ma diventerà obbligatorio dal 10 aprile 2026. Ogni visitatore non appartenente all’UE che entra in Germania – sia tramite l’aeroporto di Francoforte, il confine terrestre con la Polonia o un terminal crociere nel Mare del Nord – avrà i dati biometrici acquisiti al primo ingresso e conservati per tre anni. I viaggiatori frequenti potranno beneficiare di varchi elettronici più rapidi nei viaggi successivi, ma le aziende devono prepararsi a code più lunghe durante la fase di apprendimento, soprattutto negli aeroporti secondari con personale ridotto.
ETIAS entrerà in vigore nel quarto trimestre del 2026. I cittadini di circa 60 Paesi esenti da visto (tra cui Stati Uniti, Regno Unito e Canada) dovranno ottenere un’approvazione online e pagare una tassa di 20 euro prima dell’imbarco. Le compagnie di trasporto rischiano multe per il trasporto di passeggeri non conformi, rendendo indispensabili i controlli pre-partenza. Per gli operatori di jet privati e autobus turistici che attraversano la Svizzera o la Danimarca, l’onere è altrettanto rilevante: i manifesti digitali devono incrociare in tempo reale lo stato ETIAS.
La Polizia Federale tedesca e il fornitore IT secunet hanno investito 230 milioni di euro per aggiornare i varchi elettronici e i sistemi di backend, ma i sindacati avvertono di carenze di personale nei periodi di picco. I responsabili della mobilità dovrebbero consigliare ai dipendenti in trasferta di avere passaporti validi per almeno sei mesi, prevedere tempi di collegamento più lunghi e conservare la prova di prenotazioni alberghiere o lettere di invito in caso di controlli secondari.
A lungo termine, la digitalizzazione potrebbe semplificare il rinnovo dei visti Schengen: la Commissione Europea prevede di sostituire i visti adesivi con codici a barre sigillati crittograficamente, permettendo l’emissione a distanza entro il 2027. Per le aziende tedesche ciò promette meno appuntamenti consolari e una tracciabilità più chiara della conformità, ma solo dopo la risoluzione delle problematiche iniziali. Un coinvolgimento precoce con le società di gestione viaggi e i partner tecnologici sarà fondamentale per una transizione senza intoppi.
Secondo il calendario attuale, l’EES è in fase pilota da ottobre, ma diventerà obbligatorio dal 10 aprile 2026. Ogni visitatore non appartenente all’UE che entra in Germania – sia tramite l’aeroporto di Francoforte, il confine terrestre con la Polonia o un terminal crociere nel Mare del Nord – avrà i dati biometrici acquisiti al primo ingresso e conservati per tre anni. I viaggiatori frequenti potranno beneficiare di varchi elettronici più rapidi nei viaggi successivi, ma le aziende devono prepararsi a code più lunghe durante la fase di apprendimento, soprattutto negli aeroporti secondari con personale ridotto.
ETIAS entrerà in vigore nel quarto trimestre del 2026. I cittadini di circa 60 Paesi esenti da visto (tra cui Stati Uniti, Regno Unito e Canada) dovranno ottenere un’approvazione online e pagare una tassa di 20 euro prima dell’imbarco. Le compagnie di trasporto rischiano multe per il trasporto di passeggeri non conformi, rendendo indispensabili i controlli pre-partenza. Per gli operatori di jet privati e autobus turistici che attraversano la Svizzera o la Danimarca, l’onere è altrettanto rilevante: i manifesti digitali devono incrociare in tempo reale lo stato ETIAS.
La Polizia Federale tedesca e il fornitore IT secunet hanno investito 230 milioni di euro per aggiornare i varchi elettronici e i sistemi di backend, ma i sindacati avvertono di carenze di personale nei periodi di picco. I responsabili della mobilità dovrebbero consigliare ai dipendenti in trasferta di avere passaporti validi per almeno sei mesi, prevedere tempi di collegamento più lunghi e conservare la prova di prenotazioni alberghiere o lettere di invito in caso di controlli secondari.
A lungo termine, la digitalizzazione potrebbe semplificare il rinnovo dei visti Schengen: la Commissione Europea prevede di sostituire i visti adesivi con codici a barre sigillati crittograficamente, permettendo l’emissione a distanza entro il 2027. Per le aziende tedesche ciò promette meno appuntamenti consolari e una tracciabilità più chiara della conformità, ma solo dopo la risoluzione delle problematiche iniziali. Un coinvolgimento precoce con le società di gestione viaggi e i partner tecnologici sarà fondamentale per una transizione senza intoppi.
Fonte: Travel and Tour World
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