
Diciotto mesi dopo l’entrata in vigore della riforma della Legge sull’Immigrazione Qualificata, i dati ufficiali del Ministero dell’Interno mostrano che l’adesione è ben al di sotto delle aspettative. Tra giugno 2024 e novembre 2025, i consolati tedeschi hanno rilasciato solo 17.489 ‘Chancenkarten’ – un visto per la ricerca di lavoro basato su un sistema a punti – rispetto all’obiettivo annuale di 30.000 fissato dalla precedente coalizione Ampel. Ancora più significativo è il dato relativo ai visti concessi tramite il cosiddetto ‘pilastro dell’esperienza’, pensato per candidati senza titolo di studio riconosciuto ma con diversi anni di esperienza nel settore: appena 838.
La portavoce per la migrazione dei Verdi, Lamya Kaddor, ha attribuito il risultato deludente a una “promozione all’estero a metà e a una retorica tossica interna”. Ha sottolineato che modifiche legislative da sole non bastano a risolvere la carenza di talenti in Germania, chiedendo una campagna comunicativa pro-immigrazione e una maggiore rapidità negli uffici di registrazione locali. Le associazioni imprenditoriali hanno condiviso le preoccupazioni, evidenziando che le carenze croniche di personale in IT, ingegneria e assistenza agli anziani sono destinate ad aumentare con il picco dei pensionamenti dei baby boomer previsto per il 2026-27.
Per le aziende, questi numeri bassi si traducono in cicli di assunzione più lunghi e in una maggiore dipendenza dalle procedure per la Blue Card UE, che richiedono ancora in media da sei a dieci settimane. I fornitori di servizi per il trasferimento segnalano che molti candidati sono scoraggiati dalla complessità della burocrazia presso le missioni tedesche e dai lunghi tempi di attesa per gli appuntamenti in India, Brasile e Balcani occidentali. Alcuni richiedenti optano per il sistema Express Entry canadese o per il visto per nomadi digitali portoghese, erodendo la competitività della Germania.
I dati del ministero non forniscono informazioni su quanti titolari di Chancenkarte abbiano poi trovato lavoro o ottenuto il permesso di soggiorno permanente, una lacuna che secondo i critici indebolisce la capacità di adottare politiche basate su dati concreti. La coalizione ha promesso una valutazione completa entro giugno 2027, ma i Verdi chiedono dashboard trimestrali per poter intervenire tempestivamente sui colli di bottiglia.
Nel frattempo, i responsabili della mobilità dovrebbero rivedere le previsioni di personale: sebbene la Chancenkarte resti un’opzione valida per assunzioni ad alto potenziale senza offerte di lavoro, le organizzazioni devono prevedere tempi più lunghi e considerare corsi di lingua o agenzie specializzate per accompagnare i candidati attraverso requisiti consolari poco noti. Le aziende sono inoltre invitate a fare pressione sulle autorità locali per introdurre sistemi digitali di prenotazione degli appuntamenti, che progetti pilota a Berlino e Monaco hanno dimostrato possano ridurre i tempi di attesa del 40%.
La portavoce per la migrazione dei Verdi, Lamya Kaddor, ha attribuito il risultato deludente a una “promozione all’estero a metà e a una retorica tossica interna”. Ha sottolineato che modifiche legislative da sole non bastano a risolvere la carenza di talenti in Germania, chiedendo una campagna comunicativa pro-immigrazione e una maggiore rapidità negli uffici di registrazione locali. Le associazioni imprenditoriali hanno condiviso le preoccupazioni, evidenziando che le carenze croniche di personale in IT, ingegneria e assistenza agli anziani sono destinate ad aumentare con il picco dei pensionamenti dei baby boomer previsto per il 2026-27.
Per le aziende, questi numeri bassi si traducono in cicli di assunzione più lunghi e in una maggiore dipendenza dalle procedure per la Blue Card UE, che richiedono ancora in media da sei a dieci settimane. I fornitori di servizi per il trasferimento segnalano che molti candidati sono scoraggiati dalla complessità della burocrazia presso le missioni tedesche e dai lunghi tempi di attesa per gli appuntamenti in India, Brasile e Balcani occidentali. Alcuni richiedenti optano per il sistema Express Entry canadese o per il visto per nomadi digitali portoghese, erodendo la competitività della Germania.
I dati del ministero non forniscono informazioni su quanti titolari di Chancenkarte abbiano poi trovato lavoro o ottenuto il permesso di soggiorno permanente, una lacuna che secondo i critici indebolisce la capacità di adottare politiche basate su dati concreti. La coalizione ha promesso una valutazione completa entro giugno 2027, ma i Verdi chiedono dashboard trimestrali per poter intervenire tempestivamente sui colli di bottiglia.
Nel frattempo, i responsabili della mobilità dovrebbero rivedere le previsioni di personale: sebbene la Chancenkarte resti un’opzione valida per assunzioni ad alto potenziale senza offerte di lavoro, le organizzazioni devono prevedere tempi più lunghi e considerare corsi di lingua o agenzie specializzate per accompagnare i candidati attraverso requisiti consolari poco noti. Le aziende sono inoltre invitate a fare pressione sulle autorità locali per introdurre sistemi digitali di prenotazione degli appuntamenti, che progetti pilota a Berlino e Monaco hanno dimostrato possano ridurre i tempi di attesa del 40%.
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