
La camera bassa tedesca ha approvato a tarda sera domenica 7 dicembre 2025 modifiche controverse alla legge sulla residenza, segnando la stretta più dura sull’immigrazione dalla crisi dei rifugiati del 2016. Il pacchetto elimina il diritto automatico a un avvocato difensore pubblico per i migranti trattenuti in detenzione per espulsione o in “Ausreisegewahrsam” a breve termine. D’ora in poi, solo in “casi individuali particolarmente complessi” i giudici dovranno nominare un legale, un’inversione rispetto alle tutele introdotte appena l’anno scorso.
Al centro del disegno di legge c’è uno spostamento di poteri dal Bundesrat all’esecutivo. Il Ministero dell’Interno potrà stilare l’elenco dei “paesi di origine sicuri” tramite semplice regolamento, eliminando il veto della seconda camera che rallentava le espulsioni verso nazioni come Marocco, Algeria o Georgia. Una volta che uno stato viene etichettato come sicuro, le richieste d’asilo dei suoi cittadini saranno considerate “manifestamente infondate”, accorciando i tempi dei ricorsi e accelerando le espulsioni. I partiti di governo CDU/CSU e SPD sostengono che la misura snellirà i tribunali sovraccarichi e scoraggerà domande infondate.
Le associazioni imprenditoriali hanno accolto con favore le procedure più rapide, sottolineando che migliaia di trasferimenti aziendali sono bloccati perché la polizia di frontiera viene distolta per gestire casi di asilo prolungati. Le ONG per i diritti umani e l’Ordine degli Avvocati tedesco, invece, avvertono che privare i detenuti del diritto a un legale viola le garanzie costituzionali e il diritto UE. Prevedono un aumento delle espulsioni ingiuste, contenziosi costosi e danni all’immagine della Germania come stato di diritto, fondamentale per attrarre talenti stranieri.
Per i responsabili della mobilità internazionale, il cambiamento comporta implicazioni immediate: le procedure di espulsione per i dipendenti respinti potrebbero concludersi in giorni anziché settimane; i lavoratori provenienti dai nuovi paesi “sicuri” dovranno avere contratti di lavoro solidi o approvazioni Blue Card prima di viaggiare; i team aziendali di viaggio dovranno informare tutti i cittadini di paesi terzi sulla riduzione dei tempi per contestare gli ordini di espulsione. Le multinazionali che sponsorizzano tirocinanti dal Nord Africa o dai Balcani occidentali dovrebbero consultare un legale per piani di emergenza.
Poiché la misura è stata adottata come legge ordinaria, potrebbe entrare in vigore già da gennaio 2026, una volta scaduto il periodo di consultazione del Bundesrat. I partiti di opposizione hanno già annunciato un ricorso costituzionale a Karlsruhe, quindi è probabile ulteriore instabilità legale. Fino a quando la giurisprudenza non chiarirà i limiti della riforma, i team di mobilità dovranno monitorare attentamente le sentenze e prevedere controlli di conformità aggiuntivi nel trasferimento di personale da e verso la Germania.
Al centro del disegno di legge c’è uno spostamento di poteri dal Bundesrat all’esecutivo. Il Ministero dell’Interno potrà stilare l’elenco dei “paesi di origine sicuri” tramite semplice regolamento, eliminando il veto della seconda camera che rallentava le espulsioni verso nazioni come Marocco, Algeria o Georgia. Una volta che uno stato viene etichettato come sicuro, le richieste d’asilo dei suoi cittadini saranno considerate “manifestamente infondate”, accorciando i tempi dei ricorsi e accelerando le espulsioni. I partiti di governo CDU/CSU e SPD sostengono che la misura snellirà i tribunali sovraccarichi e scoraggerà domande infondate.
Le associazioni imprenditoriali hanno accolto con favore le procedure più rapide, sottolineando che migliaia di trasferimenti aziendali sono bloccati perché la polizia di frontiera viene distolta per gestire casi di asilo prolungati. Le ONG per i diritti umani e l’Ordine degli Avvocati tedesco, invece, avvertono che privare i detenuti del diritto a un legale viola le garanzie costituzionali e il diritto UE. Prevedono un aumento delle espulsioni ingiuste, contenziosi costosi e danni all’immagine della Germania come stato di diritto, fondamentale per attrarre talenti stranieri.
Per i responsabili della mobilità internazionale, il cambiamento comporta implicazioni immediate: le procedure di espulsione per i dipendenti respinti potrebbero concludersi in giorni anziché settimane; i lavoratori provenienti dai nuovi paesi “sicuri” dovranno avere contratti di lavoro solidi o approvazioni Blue Card prima di viaggiare; i team aziendali di viaggio dovranno informare tutti i cittadini di paesi terzi sulla riduzione dei tempi per contestare gli ordini di espulsione. Le multinazionali che sponsorizzano tirocinanti dal Nord Africa o dai Balcani occidentali dovrebbero consultare un legale per piani di emergenza.
Poiché la misura è stata adottata come legge ordinaria, potrebbe entrare in vigore già da gennaio 2026, una volta scaduto il periodo di consultazione del Bundesrat. I partiti di opposizione hanno già annunciato un ricorso costituzionale a Karlsruhe, quindi è probabile ulteriore instabilità legale. Fino a quando la giurisprudenza non chiarirà i limiti della riforma, i team di mobilità dovranno monitorare attentamente le sentenze e prevedere controlli di conformità aggiuntivi nel trasferimento di personale da e verso la Germania.
Fonte: MiGAZIN
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