
Il Dipartimento degli Affari Esteri e del Commercio australiano (DFAT) ha aggiornato il suo avviso Smartraveller per la Thailandia, mantenendo il livello complessivo di “massima cautela” ma evidenziando un rischio aumentato di terrorismo a Bangkok, Phuket e in altri centri turistici. L’aggiornamento, pubblicato il 9 dicembre 2025 e indicato come “ancora valido al 10 dicembre 2025”, ribadisce inoltre il divieto di viaggio nelle aree entro 50 km dal confine tra Thailandia e Cambogia e invita a “rivalutare la necessità di viaggiare” nelle province di Yala, Pattani e Narathiwat.
Le autorità hanno spiegato che la revisione è stata motivata da briefing sulla sicurezza regionale che segnalano un rinnovato interesse da parte di gruppi militanti attivi nel sud della Thailandia verso obiettivi “soft” frequentati da visitatori occidentali. Pur non essendo stata identificata una minaccia specifica per gli australiani, il DFAT invita i viaggiatori a mantenere alta la vigilanza, seguire i media locali e registrare i propri itinerari online per poter essere contattati rapidamente in caso di emergenza.
Il tempismo è cruciale per le aziende australiane: dicembre è il periodo di punta per viaggi incentive e conferenze regionali. I responsabili della gestione dei rischi di viaggio sono invitati a rinfrescare i briefing ai dipendenti, verificare che le polizze assicurative coprano eventuali disagi legati al terrorismo e accertarsi che gli hotel abbiano aggiornato i protocolli di sicurezza, inclusi controlli bagagli e screening dei veicoli.
Gli operatori turistici segnalano finora poche cancellazioni, sottolineando la forte ripresa del turismo thailandese dopo la pandemia. Tuttavia, compagnie aeree e assicurazioni monitorano attentamente il livello di minaccia indicato dal DFAT, poiché un innalzamento a “rivalutare il viaggio” a livello nazionale comporterebbe premi assicurativi più elevati e, in alcuni casi, esclusioni automatiche dalle polizze.
Per i viaggiatori individuali, le indicazioni del DFAT sottolineano l’importanza di evitare le zone di protesta, portare con sé un documento d’identità con foto e rispettare le leggi thailandesi sul reato di lesa maestà e il divieto di sigarette elettroniche, il cui mancato rispetto può comportare arresti o multe. I funzionari consolari ricordano agli australiani che i procedimenti legali locali possono essere lunghi e che l’assistenza dell’ambasciata non può sostituire la giurisdizione locale.
Le autorità hanno spiegato che la revisione è stata motivata da briefing sulla sicurezza regionale che segnalano un rinnovato interesse da parte di gruppi militanti attivi nel sud della Thailandia verso obiettivi “soft” frequentati da visitatori occidentali. Pur non essendo stata identificata una minaccia specifica per gli australiani, il DFAT invita i viaggiatori a mantenere alta la vigilanza, seguire i media locali e registrare i propri itinerari online per poter essere contattati rapidamente in caso di emergenza.
Il tempismo è cruciale per le aziende australiane: dicembre è il periodo di punta per viaggi incentive e conferenze regionali. I responsabili della gestione dei rischi di viaggio sono invitati a rinfrescare i briefing ai dipendenti, verificare che le polizze assicurative coprano eventuali disagi legati al terrorismo e accertarsi che gli hotel abbiano aggiornato i protocolli di sicurezza, inclusi controlli bagagli e screening dei veicoli.
Gli operatori turistici segnalano finora poche cancellazioni, sottolineando la forte ripresa del turismo thailandese dopo la pandemia. Tuttavia, compagnie aeree e assicurazioni monitorano attentamente il livello di minaccia indicato dal DFAT, poiché un innalzamento a “rivalutare il viaggio” a livello nazionale comporterebbe premi assicurativi più elevati e, in alcuni casi, esclusioni automatiche dalle polizze.
Per i viaggiatori individuali, le indicazioni del DFAT sottolineano l’importanza di evitare le zone di protesta, portare con sé un documento d’identità con foto e rispettare le leggi thailandesi sul reato di lesa maestà e il divieto di sigarette elettroniche, il cui mancato rispetto può comportare arresti o multe. I funzionari consolari ricordano agli australiani che i procedimenti legali locali possono essere lunghi e che l’assistenza dell’ambasciata non può sostituire la giurisdizione locale.
Fonte: Smartraveller (DFAT)
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