
L'Indice Passaporti 2025, pubblicato il 10 dicembre dalla società di consulenza Arton Capital, incorona ancora una volta gli Emirati Arabi Uniti come il documento di viaggio più potente al mondo. I cittadini degli Emirati godono di accesso senza visto o con visto all'arrivo in 182 paesi, un vantaggio che si è ampliato nel 2025 mentre altre nazioni hanno inasprito le regole d'ingresso.
Il mantenimento della prima posizione rafforza il soft power del paese e integra programmi di punta come il visto d'oro decennale. I consulenti per la gestione patrimoniale segnalano un aumento di individui con alto patrimonio netto che cercano la naturalizzazione tramite percorsi di residenza a lungo termine, citando i benefici di mobilità del passaporto come fattore decisivo.
Per le multinazionali con sede negli Emirati, i dipendenti emiratini necessitano ora di visti anticipati per un numero inferiore di mercati rispetto ai loro colleghi, semplificando così le trasferte presso i clienti e le sedi di progetti urgenti. Tuttavia, i team responsabili delle politiche di viaggio avvertono che la reciprocità non è garantita: diversi stati dell’America Latina hanno introdotto nel 2025 sistemi di autorizzazione elettronica di viaggio (ETA) che richiedono comunque la registrazione, nonostante lo status di esenzione dal visto.
Arton Capital attribuisce il dominio degli Emirati Arabi Uniti a un costante impegno diplomatico, alla stabilità economica e all’approccio aperto del paese verso investimenti e talenti. L’indice utilizza un modello di punteggio in tempo reale che monitora le variazioni dei visti, rendendo particolarmente significativa la conferma a fine anno.
Il mantenimento della prima posizione rafforza il soft power del paese e integra programmi di punta come il visto d'oro decennale. I consulenti per la gestione patrimoniale segnalano un aumento di individui con alto patrimonio netto che cercano la naturalizzazione tramite percorsi di residenza a lungo termine, citando i benefici di mobilità del passaporto come fattore decisivo.
Per le multinazionali con sede negli Emirati, i dipendenti emiratini necessitano ora di visti anticipati per un numero inferiore di mercati rispetto ai loro colleghi, semplificando così le trasferte presso i clienti e le sedi di progetti urgenti. Tuttavia, i team responsabili delle politiche di viaggio avvertono che la reciprocità non è garantita: diversi stati dell’America Latina hanno introdotto nel 2025 sistemi di autorizzazione elettronica di viaggio (ETA) che richiedono comunque la registrazione, nonostante lo status di esenzione dal visto.
Arton Capital attribuisce il dominio degli Emirati Arabi Uniti a un costante impegno diplomatico, alla stabilità economica e all’approccio aperto del paese verso investimenti e talenti. L’indice utilizza un modello di punteggio in tempo reale che monitora le variazioni dei visti, rendendo particolarmente significativa la conferma a fine anno.
Fonte: Khaleej Times
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