
Ore dopo la pubblicazione dell’avviso della CBP nel Federal Register, operatori del settore viaggi statunitensi e internazionali hanno lanciato l’allarme sulle conseguenze economiche. L’U.S. Travel Association ha avvertito in una dichiarazione del 11 dicembre che l’obbligo di rivelare i dati dei social media potrebbe spingere i turisti europei e australiani con alta capacità di spesa verso destinazioni concorrenti. Interviste di Reuters a potenziali visitatori hanno evidenziato confusione sull’ampiezza dei dati richiesti: alcuni temono che gli Stati Uniti possano addirittura chiedere l’accesso ai messaggi privati.
Erik Hansen, responsabile affari governativi dell’associazione, ha sottolineato che il settore sta ancora cercando di recuperare le perdite causate dalla pandemia: “Qualsiasi percezione di complicazioni o violazione della privacy può far crollare la domanda da un giorno all’altro.” Gli analisti stimano che gli Stati Uniti potrebbero perdere fino a 6 miliardi di dollari in spese turistiche se anche solo il 5% dei viaggiatori del Programma di Esenzione dal Visto decidesse di non venire. La senatrice Patty Murray ha criticato la misura su X, ironizzando: “Sarebbe più semplice vietare direttamente il turismo.”
Il tempismo della norma – a 17 mesi dall’organizzazione congiunta della Coppa del Mondo FIFA – preoccupa particolarmente le aziende dell’ospitalità che puntano su un afflusso massiccio di tifosi stranieri. Le catene alberghiere minacciano di intensificare le pressioni politiche se il Dipartimento per la Sicurezza Interna non chiarirà le garanzie sulla conservazione dei dati.
Per i dipartimenti di mobilità aziendale, la reazione negativa potrebbe tradursi in ritardi nell’ottenimento delle autorizzazioni ESTA per riunioni a breve termine, mentre i viaggiatori si trovano a dover raccogliere informazioni complesse. Alcune aziende stanno già consigliando ai dirigenti di richiedere visti B-1/B-2, nonostante i tempi più lunghi presso i consolati, per evitare cambiamenti improvvisi nelle regole ESTA.
I funzionari della CBP replicano che la nuova norma semplicemente uniforma il controllo ESTA a quello di altre categorie di visto e che “i turisti rispettosi della legge non hanno nulla da temere.” La versione definitiva della norma è attesa dopo il periodo di consultazione, ma le associazioni di settore promettono di continuare a chiedere revisioni sostanziali.
Erik Hansen, responsabile affari governativi dell’associazione, ha sottolineato che il settore sta ancora cercando di recuperare le perdite causate dalla pandemia: “Qualsiasi percezione di complicazioni o violazione della privacy può far crollare la domanda da un giorno all’altro.” Gli analisti stimano che gli Stati Uniti potrebbero perdere fino a 6 miliardi di dollari in spese turistiche se anche solo il 5% dei viaggiatori del Programma di Esenzione dal Visto decidesse di non venire. La senatrice Patty Murray ha criticato la misura su X, ironizzando: “Sarebbe più semplice vietare direttamente il turismo.”
Il tempismo della norma – a 17 mesi dall’organizzazione congiunta della Coppa del Mondo FIFA – preoccupa particolarmente le aziende dell’ospitalità che puntano su un afflusso massiccio di tifosi stranieri. Le catene alberghiere minacciano di intensificare le pressioni politiche se il Dipartimento per la Sicurezza Interna non chiarirà le garanzie sulla conservazione dei dati.
Per i dipartimenti di mobilità aziendale, la reazione negativa potrebbe tradursi in ritardi nell’ottenimento delle autorizzazioni ESTA per riunioni a breve termine, mentre i viaggiatori si trovano a dover raccogliere informazioni complesse. Alcune aziende stanno già consigliando ai dirigenti di richiedere visti B-1/B-2, nonostante i tempi più lunghi presso i consolati, per evitare cambiamenti improvvisi nelle regole ESTA.
I funzionari della CBP replicano che la nuova norma semplicemente uniforma il controllo ESTA a quello di altre categorie di visto e che “i turisti rispettosi della legge non hanno nulla da temere.” La versione definitiva della norma è attesa dopo il periodo di consultazione, ma le associazioni di settore promettono di continuare a chiedere revisioni sostanziali.
Fonte: Reuters
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