
Le ultime statistiche sugli arrivi di Immigrazione, Rifugiati e Cittadinanza Canada rivelano che tra gennaio e settembre 2025 il Canada ha accolto il 53% in meno di nuovi studenti internazionali e lavoratori temporanei rispetto allo stesso periodo del 2024. I dati — riportati per la prima volta il 14 dicembre dalla redazione Diaspora di Vanguard — mostrano 150.220 arrivi in meno con permesso di studio e un crollo netto mese su mese: solo 11.390 studenti sono entrati a settembre contro i 45.200 di agosto.
Ottawa attribuisce questa contrazione a scelte politiche deliberate. Nel 2024 il governo federale ha introdotto un tetto nazionale ai nuovi permessi di studio, ridotto ulteriormente del 10% per il 2025, citando problemi legati a infrastrutture e alloggi. Misure aggiuntive, come requisiti più severi per la prova dei fondi e controlli più rigorosi sulle Lettere di Accettazione, sono entrate in vigore questa estate e sembrano aver scoraggiato alcuni candidati.
Università e college — in particolare quelli che dipendono fortemente dalle rette pagate da studenti provenienti da India, Nigeria e Cina — lanciano l’allarme. Il Canadian Bureau for International Education stima che gli studenti internazionali contribuiscano con 22 miliardi di CAD all’anno e sostengano 218.000 posti di lavoro. Un calo prolungato metterebbe sotto pressione i bilanci delle istituzioni, con possibili chiusure di corsi e licenziamenti.
Per i datori di lavoro, meno arrivi tramite l’International Mobility Program significano anche un flusso più ristretto di titolari di permessi di lavoro specifici per datore di lavoro. Settori come l’ospitalità e l’agroalimentare, che si affidano a manodopera straniera stagionale, potrebbero dover puntare sul Temporary Foreign Worker Program e prepararsi a controlli più frequenti e a un obiettivo di 20 giorni per l’elaborazione delle LMIA, spesso non rispettato nella pratica.
Gli analisti politici sottolineano che IRCC dovrebbe pubblicare il Piano dei Livelli 2026-28 a febbraio. Se il governo manterrà i limiti più bassi per i residenti temporanei, province e associazioni scolastiche probabilmente faranno pressione per assegnazioni basate sulla reale capacità abitativa e sulle esigenze regionali, anziché su un limite nazionale uniforme.
Ottawa attribuisce questa contrazione a scelte politiche deliberate. Nel 2024 il governo federale ha introdotto un tetto nazionale ai nuovi permessi di studio, ridotto ulteriormente del 10% per il 2025, citando problemi legati a infrastrutture e alloggi. Misure aggiuntive, come requisiti più severi per la prova dei fondi e controlli più rigorosi sulle Lettere di Accettazione, sono entrate in vigore questa estate e sembrano aver scoraggiato alcuni candidati.
Università e college — in particolare quelli che dipendono fortemente dalle rette pagate da studenti provenienti da India, Nigeria e Cina — lanciano l’allarme. Il Canadian Bureau for International Education stima che gli studenti internazionali contribuiscano con 22 miliardi di CAD all’anno e sostengano 218.000 posti di lavoro. Un calo prolungato metterebbe sotto pressione i bilanci delle istituzioni, con possibili chiusure di corsi e licenziamenti.
Per i datori di lavoro, meno arrivi tramite l’International Mobility Program significano anche un flusso più ristretto di titolari di permessi di lavoro specifici per datore di lavoro. Settori come l’ospitalità e l’agroalimentare, che si affidano a manodopera straniera stagionale, potrebbero dover puntare sul Temporary Foreign Worker Program e prepararsi a controlli più frequenti e a un obiettivo di 20 giorni per l’elaborazione delle LMIA, spesso non rispettato nella pratica.
Gli analisti politici sottolineano che IRCC dovrebbe pubblicare il Piano dei Livelli 2026-28 a febbraio. Se il governo manterrà i limiti più bassi per i residenti temporanei, province e associazioni scolastiche probabilmente faranno pressione per assegnazioni basate sulla reale capacità abitativa e sulle esigenze regionali, anziché su un limite nazionale uniforme.
Fonte: Vanguard News (Diaspora)