
Durante il consiglio del Partito dei Finlandesi a Helsinki, sabato 14 dicembre 2025, la ministra delle Finanze e leader del partito Riikka Purra ha ribadito l’intenzione del governo guidato da Orpo di inasprire le norme sull’immigrazione e limitare l’accesso al welfare per i non cittadini. Purra ha presentato la questione in termini fiscali molto netti, affermando ai delegati che “l’immigrazione che non si auto-sostiene rappresenta un peso gravoso per l’economia pubblica”.
Purra ha sottolineato come l’invecchiamento della popolazione finlandese stia aumentando la pressione sui bilanci di sanità, pensioni e mercato del lavoro, sostenendo che il Paese debba quindi “riservare le risorse limitate ai propri cittadini”. Le sue dichiarazioni arrivano a una settimana dalla proposta di limitare il sostegno sociale di base (toimeentulotuki) esclusivamente ai cittadini finlandesi, idea che ha subito sollevato dubbi costituzionali e critiche da parte di opposizione e ONG.
Nel suo discorso di sabato, Purra ha affermato che l’attuale governo ha già operato una “retromarcia completa” nella politica migratoria rispetto alla precedente amministrazione di centro-sinistra. Ha evidenziato l’innalzamento delle soglie di reddito per i permessi di lavoro entrato in vigore a gennaio, il limite di tre anni per la maggior parte dei permessi di soggiorno umanitari e le modifiche di maggio alla legge sugli stranieri che hanno triplicato la durata massima dei divieti di ingresso fino a 15 anni. Purra ha inoltre annunciato che il Ministero dell’Interno sta “negoziando un nuovo pacchetto legislativo” per limitare ulteriormente la migrazione studentesca e inasprire le regole per il ricongiungimento familiare, settori da tempo criticati dal Partito dei Finlandesi come “scappatoie” per l’immigrazione a bassa qualifica.
La ministra ha collegato la migrazione anche a questioni di sicurezza più ampie, citando la chiusura in corso del confine orientale con la Russia per contrastare quella che il governo definisce “migrazione strumentalizzata”. Secondo Purra, l’afflusso di richiedenti asilo via Russia nel 2023-2024 “ha dimostrato che un Paese piccolo non può permettersi regole permissive”. Ha esortato l’UE a concedere agli Stati membri maggiore libertà di espellere cittadini stranieri condannati per reati gravi, richiamando il linguaggio del progetto di Regolamento UE sui rimpatri attualmente in discussione a Bruxelles.
Per le imprese che dipendono da talenti stranieri, il tono più duro di Purra preannuncia un contesto di ulteriori restrizioni normative. Le aziende dovranno probabilmente prevedere salari minimi più alti, tempi di elaborazione più lunghi e controlli più severi sui trasferimenti intra-aziendali. Gli avvocati specializzati in immigrazione segnalano che il previsto “divieto di cambio di status” – che impedisce ai richiedenti asilo di passare a permessi di lavoro – potrebbe entrare in vigore già nel secondo trimestre del 2026, complicando i processi di reclutamento in settori come assistenza, ospitalità e ICT. Le multinazionali con sedi in Finlandia sono quindi invitate ad accelerare le domande in corso e a monitorare attentamente i prossimi provvedimenti dei ministeri dell’Interno e delle Finanze.
Purra ha sottolineato come l’invecchiamento della popolazione finlandese stia aumentando la pressione sui bilanci di sanità, pensioni e mercato del lavoro, sostenendo che il Paese debba quindi “riservare le risorse limitate ai propri cittadini”. Le sue dichiarazioni arrivano a una settimana dalla proposta di limitare il sostegno sociale di base (toimeentulotuki) esclusivamente ai cittadini finlandesi, idea che ha subito sollevato dubbi costituzionali e critiche da parte di opposizione e ONG.
Nel suo discorso di sabato, Purra ha affermato che l’attuale governo ha già operato una “retromarcia completa” nella politica migratoria rispetto alla precedente amministrazione di centro-sinistra. Ha evidenziato l’innalzamento delle soglie di reddito per i permessi di lavoro entrato in vigore a gennaio, il limite di tre anni per la maggior parte dei permessi di soggiorno umanitari e le modifiche di maggio alla legge sugli stranieri che hanno triplicato la durata massima dei divieti di ingresso fino a 15 anni. Purra ha inoltre annunciato che il Ministero dell’Interno sta “negoziando un nuovo pacchetto legislativo” per limitare ulteriormente la migrazione studentesca e inasprire le regole per il ricongiungimento familiare, settori da tempo criticati dal Partito dei Finlandesi come “scappatoie” per l’immigrazione a bassa qualifica.
La ministra ha collegato la migrazione anche a questioni di sicurezza più ampie, citando la chiusura in corso del confine orientale con la Russia per contrastare quella che il governo definisce “migrazione strumentalizzata”. Secondo Purra, l’afflusso di richiedenti asilo via Russia nel 2023-2024 “ha dimostrato che un Paese piccolo non può permettersi regole permissive”. Ha esortato l’UE a concedere agli Stati membri maggiore libertà di espellere cittadini stranieri condannati per reati gravi, richiamando il linguaggio del progetto di Regolamento UE sui rimpatri attualmente in discussione a Bruxelles.
Per le imprese che dipendono da talenti stranieri, il tono più duro di Purra preannuncia un contesto di ulteriori restrizioni normative. Le aziende dovranno probabilmente prevedere salari minimi più alti, tempi di elaborazione più lunghi e controlli più severi sui trasferimenti intra-aziendali. Gli avvocati specializzati in immigrazione segnalano che il previsto “divieto di cambio di status” – che impedisce ai richiedenti asilo di passare a permessi di lavoro – potrebbe entrare in vigore già nel secondo trimestre del 2026, complicando i processi di reclutamento in settori come assistenza, ospitalità e ICT. Le multinazionali con sedi in Finlandia sono quindi invitate ad accelerare le domande in corso e a monitorare attentamente i prossimi provvedimenti dei ministeri dell’Interno e delle Finanze.
Fonte: Suomen Uutiset
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