
Parlando con Reuters il 16 dicembre, l’inviata speciale dell’ONU María Ángela Holguín ha definito i suoi recenti colloqui con il presidente Nikos Christodoulides e il neo-eletto leader turco-cipriota Tufan Erhurman “profondi e sinceri”, ma non ancora sufficientemente avanzati da giustificare la convocazione del tanto atteso vertice 5+1 con Grecia, Turchia e Regno Unito. L’inviata ha elogiato i nuovi gesti di fiducia, come le proposte congiunte per facilitare il traffico ai valichi della zona cuscinetto esistenti e aprire nuove corsie per i veicoli commerciali, sottolineando però che è necessario un lavoro preparatorio più solido per consolidare la fiducia.
Le dichiarazioni di Holguín arrivano a una settimana dall’accordo tra i due leader su misure che vanno dall’accesso dei produttori turco-ciprioti di Halloumi ai mercati UE al miglioramento delle infrastrutture idriche che attraversano la divisione. Gli analisti ritengono che questi progressi incrementali possano tradursi in benefici concreti per la mobilità, come procedure di frontiera più rapide, orari di attraversamento ampliati e semplificazione della documentazione per titolari di passaporti UE e lavoratori di paesi terzi.
Per le multinazionali che gestiscono spostamenti di personale tra nord e sud, la prudenza dell’inviata è un promemoria che il rischio politico persiste. Sebbene la prospettiva di un accordo federale appaia più concreta rispetto a un anno fa, ogni svolta sarà probabilmente graduale, con progetti pilota su facilitazione commerciale e cooperazione doganale che precederanno i negoziati formali sulla condivisione del potere.
Le imprese sono invitate a continuare a elaborare scenari che includano lo status quo e un moderato allentamento dei controlli, in particolare per il trasporto merci. L’ONU prevede di valutare i progressi all’inizio del 2026 prima di raccomandare il prossimo passo diplomatico.
Le dichiarazioni di Holguín arrivano a una settimana dall’accordo tra i due leader su misure che vanno dall’accesso dei produttori turco-ciprioti di Halloumi ai mercati UE al miglioramento delle infrastrutture idriche che attraversano la divisione. Gli analisti ritengono che questi progressi incrementali possano tradursi in benefici concreti per la mobilità, come procedure di frontiera più rapide, orari di attraversamento ampliati e semplificazione della documentazione per titolari di passaporti UE e lavoratori di paesi terzi.
Per le multinazionali che gestiscono spostamenti di personale tra nord e sud, la prudenza dell’inviata è un promemoria che il rischio politico persiste. Sebbene la prospettiva di un accordo federale appaia più concreta rispetto a un anno fa, ogni svolta sarà probabilmente graduale, con progetti pilota su facilitazione commerciale e cooperazione doganale che precederanno i negoziati formali sulla condivisione del potere.
Le imprese sono invitate a continuare a elaborare scenari che includano lo status quo e un moderato allentamento dei controlli, in particolare per il trasporto merci. L’ONU prevede di valutare i progressi all’inizio del 2026 prima di raccomandare il prossimo passo diplomatico.
Fonte: Reuters
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