
In un accordo notturno raggiunto a Bruxelles il 18 dicembre 2025, i negoziatori dell’UE hanno approvato un regolamento che considera Bangladesh, Colombia, Egitto, India, Kosovo, Marocco e Tunisia come “paesi di origine sicuri”. Secondo le nuove norme, le domande di asilo presentate da cittadini di questi stati saranno trattate con una procedura accelerata della durata massima di 12 settimane, con inversione dell’onere della prova: i richiedenti dovranno dimostrare personalmente perché rischiano persecuzioni nonostante la designazione del loro paese come ‘sicuro’.
La modifica fa parte del tanto atteso Patto su Migrazione e Asilo, che entrerà in vigore a giugno 2026. I funzionari belgi, che hanno presieduto diversi gruppi di lavoro, sostengono che la misura ridurrà l’arretrato amministrativo che intasa i centri di accoglienza in Belgio e altrove. L’Ufficio Immigrazione belga ha segnalato 4.300 casi pendenti provenienti dai sette paesi appena inseriti solo a novembre; questi fascicoli passeranno ora alla corsia preferenziale una volta che il regolamento sarà formalmente adottato.
Per i datori di lavoro, l’impatto maggiore sarà probabilmente indiretto: procedure d’asilo più rapide libereranno risorse negli uffici immigrazione sovraccarichi, accelerando i rinnovi dei permessi di lavoro e le tempistiche per il rilascio della Carta Blu UE in Belgio. Tuttavia, le associazioni per i diritti umani avvertono che i rigetti accelerati potrebbero aumentare il numero di soggiornanti irregolari, complicando i controlli di conformità sul posto di lavoro per le multinazionali. Le aziende che inviano dipendenti in Belgio sono invitate a rivedere le politiche di mobilità interna che riguardano il diritto di soggiorno dei familiari, poiché i coniugi provenienti dai sette paesi ‘sicuri’ potrebbero essere sottoposti a controlli più rigorosi.
Praticamente, i viaggiatori d’affari provenienti dagli stati elencati devono aspettarsi controlli di frontiera più approfonditi fino a quando le nuove regole non saranno pienamente operative. Le compagnie aeree belghe hanno già ricevuto indicazioni per informare gli equipaggi sulla documentazione richiesta ai passeggeri che potrebbero chiedere asilo all’arrivo. I datori di lavoro dovranno inoltre monitorare eventuali decreti attuativi del Ministero dell’Interno belga, attesi per i primi mesi del 2026, che definiranno scadenze per i ricorsi e disposizioni per l’assistenza legale.
La modifica fa parte del tanto atteso Patto su Migrazione e Asilo, che entrerà in vigore a giugno 2026. I funzionari belgi, che hanno presieduto diversi gruppi di lavoro, sostengono che la misura ridurrà l’arretrato amministrativo che intasa i centri di accoglienza in Belgio e altrove. L’Ufficio Immigrazione belga ha segnalato 4.300 casi pendenti provenienti dai sette paesi appena inseriti solo a novembre; questi fascicoli passeranno ora alla corsia preferenziale una volta che il regolamento sarà formalmente adottato.
Per i datori di lavoro, l’impatto maggiore sarà probabilmente indiretto: procedure d’asilo più rapide libereranno risorse negli uffici immigrazione sovraccarichi, accelerando i rinnovi dei permessi di lavoro e le tempistiche per il rilascio della Carta Blu UE in Belgio. Tuttavia, le associazioni per i diritti umani avvertono che i rigetti accelerati potrebbero aumentare il numero di soggiornanti irregolari, complicando i controlli di conformità sul posto di lavoro per le multinazionali. Le aziende che inviano dipendenti in Belgio sono invitate a rivedere le politiche di mobilità interna che riguardano il diritto di soggiorno dei familiari, poiché i coniugi provenienti dai sette paesi ‘sicuri’ potrebbero essere sottoposti a controlli più rigorosi.
Praticamente, i viaggiatori d’affari provenienti dagli stati elencati devono aspettarsi controlli di frontiera più approfonditi fino a quando le nuove regole non saranno pienamente operative. Le compagnie aeree belghe hanno già ricevuto indicazioni per informare gli equipaggi sulla documentazione richiesta ai passeggeri che potrebbero chiedere asilo all’arrivo. I datori di lavoro dovranno inoltre monitorare eventuali decreti attuativi del Ministero dell’Interno belga, attesi per i primi mesi del 2026, che definiranno scadenze per i ricorsi e disposizioni per l’assistenza legale.
Fonte: Associated Press
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