
La società globale di immigrazione Fragomen ha comunicato il 26 dicembre che la Cina continuerà a sospendere la raccolta delle impronte digitali per i richiedenti visti a breve termine (soggiorno ≤ 180 giorni) presso i suoi consolati in Australia, Canada, Irlanda, Macao SAR, Nuova Zelanda, Territori Palestinesi, Singapore e Regno Unito fino al 31 dicembre 2026. L’esenzione, originariamente prevista in scadenza questo mese, riguarda i visti turistici (L), business (M/F), visite familiari (Q2/S2) e studio breve (X2), ed è valida anche per cittadini di paesi terzi che fanno domanda in queste sedi.
Le autorità cinesi sostengono che gli strumenti moderni di profilazione del rischio e le informazioni anticipate sui passeggeri rendono superflue le impronte digitali per le categorie a basso rischio, liberando risorse agli sportelli e riducendo i costi per i richiedenti. Consolati ad alto volume come Londra e Sydney gestiscono oltre 1.000 domande di breve durata al giorno; il personale consolare stima che l’esenzione riduca i tempi di appuntamento di circa tre minuti ciascuno, risparmiando circa 50 ore di lavoro settimanali.
Per i responsabili della mobilità aziendale l’estensione è rilevante: i dipendenti distaccati possono delegare la presentazione di persona a agenti accreditati senza dover viaggiare lunghe distanze solo per la biometria. I datori di lavoro che inviano tecnici stagionali in Cina — frequente nei settori minerario, aeronautico e della produzione cinematografica — dovrebbero beneficiare di tempi di elaborazione più rapidi e costi inferiori per le agenzie di viaggio d’affari.
L’esenzione non si applica ai visti di lavoro a lungo termine (Z), giornalismo (J1), studenti (X1) o ricongiungimento familiare (Q1/S1), che richiedono ancora la raccolta delle impronte digitali collegate al Database Biometrico di Entrata-Uscita cinese all’arrivo. I consolati si riservano il diritto di richiedere le impronte in base al rischio; i richiedenti con precedenti di soggiorni irregolari o precedenti penali possono comunque essere convocati.
Consiglio pratico: i viaggiatori che hanno usufruito di una precedente esenzione dovrebbero comunque portare con sé la lettera di conferma stampata all’ingresso in Cina, poiché alcune compagnie aeree richiedono la prova dell’esenzione biometrica al check-in.
Le autorità cinesi sostengono che gli strumenti moderni di profilazione del rischio e le informazioni anticipate sui passeggeri rendono superflue le impronte digitali per le categorie a basso rischio, liberando risorse agli sportelli e riducendo i costi per i richiedenti. Consolati ad alto volume come Londra e Sydney gestiscono oltre 1.000 domande di breve durata al giorno; il personale consolare stima che l’esenzione riduca i tempi di appuntamento di circa tre minuti ciascuno, risparmiando circa 50 ore di lavoro settimanali.
Per i responsabili della mobilità aziendale l’estensione è rilevante: i dipendenti distaccati possono delegare la presentazione di persona a agenti accreditati senza dover viaggiare lunghe distanze solo per la biometria. I datori di lavoro che inviano tecnici stagionali in Cina — frequente nei settori minerario, aeronautico e della produzione cinematografica — dovrebbero beneficiare di tempi di elaborazione più rapidi e costi inferiori per le agenzie di viaggio d’affari.
L’esenzione non si applica ai visti di lavoro a lungo termine (Z), giornalismo (J1), studenti (X1) o ricongiungimento familiare (Q1/S1), che richiedono ancora la raccolta delle impronte digitali collegate al Database Biometrico di Entrata-Uscita cinese all’arrivo. I consolati si riservano il diritto di richiedere le impronte in base al rischio; i richiedenti con precedenti di soggiorni irregolari o precedenti penali possono comunque essere convocati.
Consiglio pratico: i viaggiatori che hanno usufruito di una precedente esenzione dovrebbero comunque portare con sé la lettera di conferma stampata all’ingresso in Cina, poiché alcune compagnie aeree richiedono la prova dell’esenzione biometrica al check-in.
Fonte: Fragomen Immigration Alert