
I pendolari transfrontalieri e i responsabili della logistica dovranno prevedere tempi supplementari nei loro programmi dopo che Berlino ha prorogato silenziosamente i controlli “temporanei” al confine terrestre tra Repubblica Ceca e Germania fino al 15 marzo 2026. L’avviso, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale tedesca il 29 dicembre e confermato dalle autorità ceche il primo gennaio, autorizza la Polizia Federale a proseguire con ispezioni a campione su auto, autobus e treni.
I controlli sono stati reintrodotti a settembre 2025 per contrastare la migrazione irregolare e ora riguardano tutti e nove i confini terrestri tedeschi. Al confine con la Repubblica Ceca, gli automobilisti segnalano ritardi fino a 40 minuti nelle ore di punta, mentre gli operatori ferroviari denunciano che le ispezioni improvvise hanno causato disagi agli orari degli EuroCity tra Praga e Berlino.
Per i circa 12.000 residenti cechi che ogni giorno si spostano verso Baviera e Sassonia, e per le aziende che spediscono componenti automobilistici just-in-time, i controlli imprevedibili si traducono in perdita di produttività e possibili violazioni degli accordi sui livelli di servizio. Finora il governo ceco ha resistito all’introduzione di controlli reciproci, ma sta premendo Bruxelles per ottenere compensazioni, sostenendo che i benefici della libera circolazione di Schengen sono messi a rischio.
Consigli pratici: invitare i viaggiatori d’affari a portare sempre con sé passaporti o carte d’identità nazionali durante tutti gli spostamenti transfrontalieri, assicurarsi che i lavoratori stranieri abbiano a portata di mano le carte di soggiorno ceche e prevedere tempi di margine extra nei programmi di trasporto, soprattutto per merci deperibili o critiche.
I controlli sono stati reintrodotti a settembre 2025 per contrastare la migrazione irregolare e ora riguardano tutti e nove i confini terrestri tedeschi. Al confine con la Repubblica Ceca, gli automobilisti segnalano ritardi fino a 40 minuti nelle ore di punta, mentre gli operatori ferroviari denunciano che le ispezioni improvvise hanno causato disagi agli orari degli EuroCity tra Praga e Berlino.
Per i circa 12.000 residenti cechi che ogni giorno si spostano verso Baviera e Sassonia, e per le aziende che spediscono componenti automobilistici just-in-time, i controlli imprevedibili si traducono in perdita di produttività e possibili violazioni degli accordi sui livelli di servizio. Finora il governo ceco ha resistito all’introduzione di controlli reciproci, ma sta premendo Bruxelles per ottenere compensazioni, sostenendo che i benefici della libera circolazione di Schengen sono messi a rischio.
Consigli pratici: invitare i viaggiatori d’affari a portare sempre con sé passaporti o carte d’identità nazionali durante tutti gli spostamenti transfrontalieri, assicurarsi che i lavoratori stranieri abbiano a portata di mano le carte di soggiorno ceche e prevedere tempi di margine extra nei programmi di trasporto, soprattutto per merci deperibili o critiche.
Fonte: VisaHQ Global Mobility News
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