
Il Dipartimento degli Affari Interni australiano ha silenziosamente elevato India, Nepal, Bangladesh e Bhutan al livello di rischio più alto, il Livello di Prova 3, nell’ambito del Simplified Student Visa Framework (SSVF), a partire dall’8 gennaio 2026. Questo aggiornamento fuori ciclo implica che i richiedenti provenienti da questi quattro paesi del Sud Asia dovranno ora fornire prove documentali molto più dettagliate riguardo ai fondi finanziari, alla conoscenza della lingua inglese e alla reale intenzione di studio. I rendiconti bancari saranno verificati manualmente, i fornitori di istruzione potrebbero ricevere chiamate di verifica e gli ufficiali del caso avranno maggiore discrezionalità nel richiedere colloqui o ulteriori prove.
Secondo le autorità, la decisione è stata motivata da “rischi emergenti di integrità” a seguito di un aumento di documenti finanziari falsificati e trascrizioni accademiche contraffatte. Solo l’India rappresenta quasi 140.000 dei 650.000 studenti internazionali in Australia, mentre i quattro paesi appena aggiornati hanno contribuito a quasi un terzo degli iscritti nel 2025. Fonti del settore hanno riferito al Times of India che una quota crescente di candidati si è rivolta all’Australia dopo che Stati Uniti, Regno Unito e Canada hanno inasprito i diritti di lavoro post-studio, generando un’ondata che ha messo sotto pressione i controlli di integrità australiani.
Con le nuove regole del Livello di Prova 3, i tempi medi di elaborazione delle domande potrebbero allungarsi dalle attuali tre settimane fino a otto settimane. Gli agenti educativi avvertono le università di prevedere tassi di rifiuto dei visti più elevati e di distribuire le date di ammissione per permettere agli studenti che arrivano in ritardo di iscriversi comunque. Anche i datori di lavoro che utilizzano i visti Post-Study Graduate come canale per il reclutamento di talenti potrebbero dover affrontare tempi di attesa più lunghi prima che i laureati siano pronti per il lavoro.
Per i responsabili della mobilità aziendale, l’aggiornamento si traduce in una minore prevedibilità nel trasferimento dei familiari dei dirigenti provenienti dai paesi interessati. Le organizzazioni sono invitate a presentare domande corredate da bilanci certificati, a rafforzare le dichiarazioni di genuino ingresso temporaneo (GTE) e a prevedere tempi supplementari per l’avvio dei progetti. Le università stanno già programmando briefing pre-partenza aggiuntivi per gestire le aspettative e scoraggiare il fenomeno del “cambio corso”.
Sebbene il governo assicuri che la stretta sia rivolta alle reti di frode e non agli studenti genuini, l’associazione di categoria Universities Australia sta facendo pressione per un progetto pilota dedicato ai “fornitori affidabili” che permetterebbe alle istituzioni a basso rischio di accelerare l’iter per i candidati autentici anche dai paesi di Livello di Prova 3. Per ora, però, studenti e datori di lavoro dovranno affrontare un processo più rigoroso e lento finché le preoccupazioni sull’integrità non si attenueranno.
Secondo le autorità, la decisione è stata motivata da “rischi emergenti di integrità” a seguito di un aumento di documenti finanziari falsificati e trascrizioni accademiche contraffatte. Solo l’India rappresenta quasi 140.000 dei 650.000 studenti internazionali in Australia, mentre i quattro paesi appena aggiornati hanno contribuito a quasi un terzo degli iscritti nel 2025. Fonti del settore hanno riferito al Times of India che una quota crescente di candidati si è rivolta all’Australia dopo che Stati Uniti, Regno Unito e Canada hanno inasprito i diritti di lavoro post-studio, generando un’ondata che ha messo sotto pressione i controlli di integrità australiani.
Con le nuove regole del Livello di Prova 3, i tempi medi di elaborazione delle domande potrebbero allungarsi dalle attuali tre settimane fino a otto settimane. Gli agenti educativi avvertono le università di prevedere tassi di rifiuto dei visti più elevati e di distribuire le date di ammissione per permettere agli studenti che arrivano in ritardo di iscriversi comunque. Anche i datori di lavoro che utilizzano i visti Post-Study Graduate come canale per il reclutamento di talenti potrebbero dover affrontare tempi di attesa più lunghi prima che i laureati siano pronti per il lavoro.
Per i responsabili della mobilità aziendale, l’aggiornamento si traduce in una minore prevedibilità nel trasferimento dei familiari dei dirigenti provenienti dai paesi interessati. Le organizzazioni sono invitate a presentare domande corredate da bilanci certificati, a rafforzare le dichiarazioni di genuino ingresso temporaneo (GTE) e a prevedere tempi supplementari per l’avvio dei progetti. Le università stanno già programmando briefing pre-partenza aggiuntivi per gestire le aspettative e scoraggiare il fenomeno del “cambio corso”.
Sebbene il governo assicuri che la stretta sia rivolta alle reti di frode e non agli studenti genuini, l’associazione di categoria Universities Australia sta facendo pressione per un progetto pilota dedicato ai “fornitori affidabili” che permetterebbe alle istituzioni a basso rischio di accelerare l’iter per i candidati autentici anche dai paesi di Livello di Prova 3. Per ora, però, studenti e datori di lavoro dovranno affrontare un processo più rigoroso e lento finché le preoccupazioni sull’integrità non si attenueranno.
Fonte: The Times of India
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