
L’edizione di gennaio 2026 del Henley Global Mobility Report posiziona il passaporto canadese al settimo posto a livello mondiale, garantendo accesso senza visto o con visto all’arrivo in 188 destinazioni, quattro in meno rispetto al primo classificato, Singapore. Pur mantenendo la posizione dell’anno precedente, lo studio evidenzia un crescente divario tra nazionalità “ricche di mobilità” e “povere di mobilità”.
Per gli individui ad alto patrimonio netto (HNWIs) canadesi, una maggiore libertà di viaggio rappresenta un vero e proprio asset finanziario. La società di gestione patrimoniale Henley & Partners sottolinea come la mobilità senza ostacoli riduca i costi amministrativi, acceleri le trattative e offra una protezione contro i rischi geopolitici. Il report attribuisce il buon posizionamento del Canada alla sua vasta rete di accordi bilaterali di esenzione dal visto e alla reputazione di documenti di viaggio sicuri.
I responsabili della mobilità aziendale possono sfruttare questa classifica per proporre incarichi in Canada a talenti globali che apprezzano uno stile di vita dinamico e viaggi senza restrizioni. Al contrario, le aziende che trasferiscono personale da paesi con posizioni più basse devono considerare tempi più lunghi per l’ottenimento dei visti e possibili restrizioni di transito, fattori critici soprattutto per progetti con scadenze serrate.
Il divario crescente influenza anche la pianificazione delle family office. I consulenti raccomandano sempre più spesso i “passaporti a portafoglio”, ovvero l’ottenimento di una seconda cittadinanza per accedere a regioni altrimenti precluse alla nazionalità primaria. Il percorso di naturalizzazione canadese — generalmente tre anni di residenza fisica — resta particolarmente attrattivo, soprattutto se confrontato con i costosi programmi di migrazione per investimento in Europa e nei Caraibi.
Guardando al futuro, gli analisti prevedono che il potere dei passaporti rimarrà fluido, con i Paesi che adatteranno le politiche sui visti per attrarre turisti o rispondere a esigenze di sicurezza. L’espansione in corso delle autorizzazioni elettroniche di viaggio (eTA) da parte di Ottawa potrebbe migliorare ulteriormente la posizione del Canada, a patto che vengano negoziati accordi di accesso reciproco con i principali partner internazionali.
Per gli individui ad alto patrimonio netto (HNWIs) canadesi, una maggiore libertà di viaggio rappresenta un vero e proprio asset finanziario. La società di gestione patrimoniale Henley & Partners sottolinea come la mobilità senza ostacoli riduca i costi amministrativi, acceleri le trattative e offra una protezione contro i rischi geopolitici. Il report attribuisce il buon posizionamento del Canada alla sua vasta rete di accordi bilaterali di esenzione dal visto e alla reputazione di documenti di viaggio sicuri.
I responsabili della mobilità aziendale possono sfruttare questa classifica per proporre incarichi in Canada a talenti globali che apprezzano uno stile di vita dinamico e viaggi senza restrizioni. Al contrario, le aziende che trasferiscono personale da paesi con posizioni più basse devono considerare tempi più lunghi per l’ottenimento dei visti e possibili restrizioni di transito, fattori critici soprattutto per progetti con scadenze serrate.
Il divario crescente influenza anche la pianificazione delle family office. I consulenti raccomandano sempre più spesso i “passaporti a portafoglio”, ovvero l’ottenimento di una seconda cittadinanza per accedere a regioni altrimenti precluse alla nazionalità primaria. Il percorso di naturalizzazione canadese — generalmente tre anni di residenza fisica — resta particolarmente attrattivo, soprattutto se confrontato con i costosi programmi di migrazione per investimento in Europa e nei Caraibi.
Guardando al futuro, gli analisti prevedono che il potere dei passaporti rimarrà fluido, con i Paesi che adatteranno le politiche sui visti per attrarre turisti o rispondere a esigenze di sicurezza. L’espansione in corso delle autorizzazioni elettroniche di viaggio (eTA) da parte di Ottawa potrebbe migliorare ulteriormente la posizione del Canada, a patto che vengano negoziati accordi di accesso reciproco con i principali partner internazionali.
Fonte: Wealth Professional
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