
Solo dieci mesi dopo aver aumentato la tariffa per l’Electronic Travel Authorisation (ETA) da £10 a £16, il Home Office britannico prevede ora un nuovo incremento a £20, pari a un aumento del 25%. Un briefing visionato da Business Travel News conferma che nelle prossime settimane sarà richiesta l’approvazione parlamentare. (businesstravelnews.com)
L’ETA è il ‘pre-check’ digitale del Regno Unito che i cittadini esenti da visto — dagli Stati Uniti e Australia fino ai Paesi membri dell’UE — devono ottenere prima di imbarcarsi verso il Regno Unito. Dal 25 febbraio 2026, i vettori saranno obbligati a negare l’imbarco a chi necessita dell’ETA ma non la possiede. L’aumento della tariffa entrerà quindi in vigore quasi immediatamente con l’applicazione completa della normativa.
Il Home Office giustifica l’aumento come investimento nelle tecnologie di sicurezza alle frontiere, ma le associazioni del settore viaggi dissentono. Joss Croft, CEO di UKinbound, avverte che “il Regno Unito ha già alcuni dei costi d’ingresso più alti al mondo; un ulteriore aumento compromette la competitività.” Anche i responsabili dei viaggi aziendali condividono questa preoccupazione, sottolineando che una famiglia di quattro persone potrebbe presto pagare £80 solo per il permesso di imbarco, oltre al costo dei biglietti aerei e della tassa passeggeri.
Le aziende che inviano personale per visite brevi dovrebbero prevedere questo cambiamento nel budget e assicurarsi che gli strumenti di prenotazione aggiornino le stime dei costi. Anche i viaggiatori in transito negli aeroporti del Regno Unito e che passano il controllo immigrazione saranno soggetti alla nuova regola, a meno che non rimangano nella zona airside in hub designati come Heathrow o Manchester.
L’ETA è il ‘pre-check’ digitale del Regno Unito che i cittadini esenti da visto — dagli Stati Uniti e Australia fino ai Paesi membri dell’UE — devono ottenere prima di imbarcarsi verso il Regno Unito. Dal 25 febbraio 2026, i vettori saranno obbligati a negare l’imbarco a chi necessita dell’ETA ma non la possiede. L’aumento della tariffa entrerà quindi in vigore quasi immediatamente con l’applicazione completa della normativa.
Il Home Office giustifica l’aumento come investimento nelle tecnologie di sicurezza alle frontiere, ma le associazioni del settore viaggi dissentono. Joss Croft, CEO di UKinbound, avverte che “il Regno Unito ha già alcuni dei costi d’ingresso più alti al mondo; un ulteriore aumento compromette la competitività.” Anche i responsabili dei viaggi aziendali condividono questa preoccupazione, sottolineando che una famiglia di quattro persone potrebbe presto pagare £80 solo per il permesso di imbarco, oltre al costo dei biglietti aerei e della tassa passeggeri.
Le aziende che inviano personale per visite brevi dovrebbero prevedere questo cambiamento nel budget e assicurarsi che gli strumenti di prenotazione aggiornino le stime dei costi. Anche i viaggiatori in transito negli aeroporti del Regno Unito e che passano il controllo immigrazione saranno soggetti alla nuova regola, a meno che non rimangano nella zona airside in hub designati come Heathrow o Manchester.
Fonte: Business Travel News
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