
La Malesia ha appena rivisto il suo accordo bilaterale di esenzione dal visto con la Cina, a sole sei settimane dall’entrata in vigore, limitando i viaggiatori cinesi a un massimo di 90 giorni senza visto in un periodo di 180 giorni (scmp.com). Il Ministro degli Interni, Saifuddin Nasution, ha dichiarato al parlamento il 12 febbraio che questa restrizione mira a prevenire abusi legati a lavori non dichiarati nel settore delle costruzioni e dei servizi.
Secondo l’accordo, i cittadini cinesi possono ancora entrare in Malesia senza visto per un massimo di 30 giorni per visita, ma ingressi ripetuti che superano complessivamente i 90 giorni saranno ora negati. La norma richiama i limiti cumulativi in stile Schengen e si differenzia dai regimi più permissivi riservati ad alcuni paesi ASEAN (scmp.com).
Impatto: gli operatori turistici prevedono pochi disagi per il traffico leisure, mentre i contractor che ruotano tecnici cinesi su brevi trasferte dovranno monitorare attentamente i giorni di permanenza o ottenere permessi di lavoro. Anche i viaggiatori d’affari impegnati in visite a siti scaglionate dovranno pianificare tenendo conto della finestra mobile di 180 giorni.
Questo episodio evidenzia una tendenza regionale: paesi desiderosi di attrarre i turisti cinesi stanno al contempo inasprendo i controlli per tutelare i mercati del lavoro locali. Le aziende devono aspettarsi un controllo più rigoroso del motivo del viaggio ai punti di ingresso malesi e portare con sé documenti di supporto (biglietti di ritorno, prenotazioni alberghiere, lettere di invito).
Secondo l’accordo, i cittadini cinesi possono ancora entrare in Malesia senza visto per un massimo di 30 giorni per visita, ma ingressi ripetuti che superano complessivamente i 90 giorni saranno ora negati. La norma richiama i limiti cumulativi in stile Schengen e si differenzia dai regimi più permissivi riservati ad alcuni paesi ASEAN (scmp.com).
Impatto: gli operatori turistici prevedono pochi disagi per il traffico leisure, mentre i contractor che ruotano tecnici cinesi su brevi trasferte dovranno monitorare attentamente i giorni di permanenza o ottenere permessi di lavoro. Anche i viaggiatori d’affari impegnati in visite a siti scaglionate dovranno pianificare tenendo conto della finestra mobile di 180 giorni.
Questo episodio evidenzia una tendenza regionale: paesi desiderosi di attrarre i turisti cinesi stanno al contempo inasprendo i controlli per tutelare i mercati del lavoro locali. Le aziende devono aspettarsi un controllo più rigoroso del motivo del viaggio ai punti di ingresso malesi e portare con sé documenti di supporto (biglietti di ritorno, prenotazioni alberghiere, lettere di invito).
Fonte: South China Morning Post
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