
La rivista specializzata Travel and Tour World ha pubblicato il 14 febbraio nuovi dati che evidenziano come l’attrattiva culturale dell’Anno del Cavallo stia stimolando viaggi record nell’area Asia-Pacifico, con la Cina protagonista sia come mercato di origine che di destinazione. Lo studio, che aggrega dati di prenotazione da 12 OTA e feed GDS, mostra un aumento del 48% delle prenotazioni outbound cinesi su base annua per partenze tra il 15 febbraio e il 3 marzo.
Parallelamente, le ricerche inbound verso la Cina sono cresciute dell’82% dopo che il pilota di visto senza visto di 30 giorni per 45 paesi è stato esteso fino al 2026. Seoul, Bangkok e Sydney sono le prime tre destinazioni outbound, mentre Pechino, Harbin e Xi’an dominano l’interesse inbound, trainate da festival di ghiaccio e neve e tour culturali.
Il rapporto segnala però colli di bottiglia nella capacità: il load factor medio sui voli diretti in Cina dal Sud-est asiatico è già al 94%, e i biglietti per i treni ad alta velocità notturni Pechino–Harbin sono andati esauriti in dieci minuti nelle date di punta. Gli hotel di Harbin registrano un RevPAR in crescita del 67% rispetto al 2025.
Per i team HR che trasferiscono personale in Cina, trovare appartamenti serviti a febbraio è diventato complicato. Alcune aziende stanno spostando le date di arrivo a marzo o facendo transitare i dipendenti da aeroporti secondari come Tianjin per evitare la congestione di Pechino.
Gli analisti prevedono che, se l’attuale slancio si manterrà, l’Asia-Pacifico potrebbe chiudere il 2026 con un contributo del PIL turistico superiore del 12% rispetto ai livelli del 2019, trainato principalmente dalla spesa outbound cinese.
Parallelamente, le ricerche inbound verso la Cina sono cresciute dell’82% dopo che il pilota di visto senza visto di 30 giorni per 45 paesi è stato esteso fino al 2026. Seoul, Bangkok e Sydney sono le prime tre destinazioni outbound, mentre Pechino, Harbin e Xi’an dominano l’interesse inbound, trainate da festival di ghiaccio e neve e tour culturali.
Il rapporto segnala però colli di bottiglia nella capacità: il load factor medio sui voli diretti in Cina dal Sud-est asiatico è già al 94%, e i biglietti per i treni ad alta velocità notturni Pechino–Harbin sono andati esauriti in dieci minuti nelle date di punta. Gli hotel di Harbin registrano un RevPAR in crescita del 67% rispetto al 2025.
Per i team HR che trasferiscono personale in Cina, trovare appartamenti serviti a febbraio è diventato complicato. Alcune aziende stanno spostando le date di arrivo a marzo o facendo transitare i dipendenti da aeroporti secondari come Tianjin per evitare la congestione di Pechino.
Gli analisti prevedono che, se l’attuale slancio si manterrà, l’Asia-Pacifico potrebbe chiudere il 2026 con un contributo del PIL turistico superiore del 12% rispetto ai livelli del 2019, trainato principalmente dalla spesa outbound cinese.
Fonte: Travel and Tour World
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