
Il Primo Ministro pakistano Shehbaz Sharif è atterrato domenica mattina a Vienna per la prima visita bilaterale di un capo di governo pakistano in oltre trent’anni. Il viaggio di due giorni celebra i 70 anni di relazioni diplomatiche tra Pakistan e Austria e si caratterizza per un’agenda economica e di mobilità particolarmente intensa. Dopo aver ricevuto gli onori militari all’aeroporto internazionale di Vienna, la delegazione di Sharif – che include il Vice Primo Ministro Ishaq Dar e la Segretaria agli Esteri Amna Baloch – si è diretta immediatamente a colloqui con il Cancelliere Federale Christian Stocker presso la Cancelleria Federale a Ballhausplatz.
Secondo le due capitali, i leader esamineranno un ampio spettro di cooperazione: dagli accordi nel settore della difesa e investimenti nelle energie verdi, agli scambi scientifici e, soprattutto, alla semplificazione delle procedure per i visti d’affari per aziende austriache e pakistane. Funzionari della Camera di Commercio Austriaca (WKÖ) hanno confermato che questa primavera sarà avviato un “sportello rapido” dedicato alle imprese tecnologiche pakistane ad alta crescita, qualora le trattative abbiano esito positivo. I due governi dovrebbero inoltre firmare un aggiornamento del Memorandum sui servizi aerei, che aumenterà le frequenze di voli passeggeri e cargo oltre le attuali sette settimanali, una richiesta a lungo avanzata dagli esportatori di strumenti chirurgici di Sialkot e dai costruttori di macchinari dell’Alta Austria.
Lunedì il premier presiederà il primo Forum d’Affari Pakistan–Austria presso la sede della WKÖ. Circa 120 aziende austriache – tra cui Voestalpine, Andritz e AVL – si sono iscritte per discutere strutture di joint venture, mentre i partecipanti pakistani presenteranno Vienna come porta d’ingresso all’UE per l’outsourcing IT e il cibo halal. Consulenti per l’immigrazione sottolineano che eventuali corsie preferenziali per i visti annunciate questa settimana potrebbero rapidamente influenzare la pianificazione delle missioni per le multinazionali, dato che i tempi standard di elaborazione per manager sud-asiatici in Austria sono attualmente di otto-dieci settimane.
Il programma di Sharif prevede anche incontri con l’Ufficio delle Nazioni Unite per il Controllo della Droga e la Prevenzione del Crimine e con l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, entrambe con sede a Vienna. Pur essendo in gran parte simboliche, queste visite sottolineano il desiderio del Pakistan di essere riconosciuto come un attore multilaterale costruttivo – un’immagine che, secondo fonti interne, potrebbe facilitare future concessioni sui visti Schengen a ingressi multipli per diplomatici pakistani e scienziati nucleari.
Per gli stakeholder austriaci, la visita rappresenta un’opportunità per diversificare il commercio oltre i confini dell’UE e per testare strumenti di facilitazione della mobilità che potrebbero poi essere replicati con altri mercati emergenti. Se le trattative procederanno positivamente, i responsabili della mobilità di entrambi i Paesi dovranno prepararsi a liste di controllo per i visti aggiornate e a nuovi annunci sullo sviluppo delle rotte nel secondo trimestre del 2026.
Secondo le due capitali, i leader esamineranno un ampio spettro di cooperazione: dagli accordi nel settore della difesa e investimenti nelle energie verdi, agli scambi scientifici e, soprattutto, alla semplificazione delle procedure per i visti d’affari per aziende austriache e pakistane. Funzionari della Camera di Commercio Austriaca (WKÖ) hanno confermato che questa primavera sarà avviato un “sportello rapido” dedicato alle imprese tecnologiche pakistane ad alta crescita, qualora le trattative abbiano esito positivo. I due governi dovrebbero inoltre firmare un aggiornamento del Memorandum sui servizi aerei, che aumenterà le frequenze di voli passeggeri e cargo oltre le attuali sette settimanali, una richiesta a lungo avanzata dagli esportatori di strumenti chirurgici di Sialkot e dai costruttori di macchinari dell’Alta Austria.
Lunedì il premier presiederà il primo Forum d’Affari Pakistan–Austria presso la sede della WKÖ. Circa 120 aziende austriache – tra cui Voestalpine, Andritz e AVL – si sono iscritte per discutere strutture di joint venture, mentre i partecipanti pakistani presenteranno Vienna come porta d’ingresso all’UE per l’outsourcing IT e il cibo halal. Consulenti per l’immigrazione sottolineano che eventuali corsie preferenziali per i visti annunciate questa settimana potrebbero rapidamente influenzare la pianificazione delle missioni per le multinazionali, dato che i tempi standard di elaborazione per manager sud-asiatici in Austria sono attualmente di otto-dieci settimane.
Il programma di Sharif prevede anche incontri con l’Ufficio delle Nazioni Unite per il Controllo della Droga e la Prevenzione del Crimine e con l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, entrambe con sede a Vienna. Pur essendo in gran parte simboliche, queste visite sottolineano il desiderio del Pakistan di essere riconosciuto come un attore multilaterale costruttivo – un’immagine che, secondo fonti interne, potrebbe facilitare future concessioni sui visti Schengen a ingressi multipli per diplomatici pakistani e scienziati nucleari.
Per gli stakeholder austriaci, la visita rappresenta un’opportunità per diversificare il commercio oltre i confini dell’UE e per testare strumenti di facilitazione della mobilità che potrebbero poi essere replicati con altri mercati emergenti. Se le trattative procederanno positivamente, i responsabili della mobilità di entrambi i Paesi dovranno prepararsi a liste di controllo per i visti aggiornate e a nuovi annunci sullo sviluppo delle rotte nel secondo trimestre del 2026.
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