
Uno sciopero di 24 ore indetto dai sindacati dei piloti Vereinigung Cockpit (VC) e del personale di cabina UFO il 12 febbraio ha costretto Lufthansa a cancellare la maggior parte dei voli da Francoforte e Monaco, due scali che gestiscono gran parte del traffico del gruppo diretto o proveniente dall’Austria.
Sebbene Austrian Airlines, controllata al 100% da Lufthansa, non abbia partecipato allo sciopero, il suo programma da Vienna ha subito immediati disagi. Entro metà mattina quasi tutti i posti sulle rotte Vienna–Francoforte e Vienna–Monaco erano esauriti, spingendo la compagnia ad aumentare la capacità di alcuni voli con Airbus A321 e ad aggiungere due voli “salvavita” ad hoc sulla tratta Vienna–Francoforte. Austrian Airlines ha inoltre accettato i biglietti Lufthansa in standby, mentre ÖBB ha emesso voucher flessibili per i passeggeri disposti a spostarsi sulla linea ferroviaria ad alta velocità Vienna–Monaco.
I responsabili dei viaggi aziendali hanno segnalato numerosi cambi di itinerario. Molti hanno dirottato i dirigenti verso scali alternativi come Zurigo o Bruxelles, altri hub del gruppo Lufthansa ancora operativi, o hanno prenotato soste notturne a Vienna per garantire partenze il giorno successivo. La società di gestione viaggi CWT ha riferito che oltre il 60% dei suoi clienti austriaci con incontri in Europa occidentale tra il 12 e il 13 febbraio ha preferito spostare gli appuntamenti online per evitare ulteriori disagi.
Dal punto di vista dei diritti dei passeggeri, lo sciopero rientra nel Regolamento UE 261/2004, che considera la maggior parte degli scioperi del personale aereo come eventi *non straordinari*. Gli avvocati dello studio viennese Pochhacker Partners prevedono quindi che i viaggiatori aventi diritto possano richiedere un risarcimento tra 250 e 600 euro, oltre a rimborsi o riprotezioni. I team HR austriaci sono stati invitati a informare il personale mobile sui propri diritti e a raccogliere prove dei ritardi subiti.
Lufthansa assicura che le operazioni torneranno alla normalità il 13 febbraio, ma i sindacati avvertono che potrebbero esserci ulteriori azioni se le trattative su salari e pensioni restano bloccate. Per le aziende austriache, l’episodio sottolinea l’importanza di mantenere percorsi alternativi, soprattutto in un anno in cui il nuovo sistema biometrico europeo di ingresso/uscita (EES) dovrebbe già allungare le formalità di frontiera.
Sebbene Austrian Airlines, controllata al 100% da Lufthansa, non abbia partecipato allo sciopero, il suo programma da Vienna ha subito immediati disagi. Entro metà mattina quasi tutti i posti sulle rotte Vienna–Francoforte e Vienna–Monaco erano esauriti, spingendo la compagnia ad aumentare la capacità di alcuni voli con Airbus A321 e ad aggiungere due voli “salvavita” ad hoc sulla tratta Vienna–Francoforte. Austrian Airlines ha inoltre accettato i biglietti Lufthansa in standby, mentre ÖBB ha emesso voucher flessibili per i passeggeri disposti a spostarsi sulla linea ferroviaria ad alta velocità Vienna–Monaco.
I responsabili dei viaggi aziendali hanno segnalato numerosi cambi di itinerario. Molti hanno dirottato i dirigenti verso scali alternativi come Zurigo o Bruxelles, altri hub del gruppo Lufthansa ancora operativi, o hanno prenotato soste notturne a Vienna per garantire partenze il giorno successivo. La società di gestione viaggi CWT ha riferito che oltre il 60% dei suoi clienti austriaci con incontri in Europa occidentale tra il 12 e il 13 febbraio ha preferito spostare gli appuntamenti online per evitare ulteriori disagi.
Dal punto di vista dei diritti dei passeggeri, lo sciopero rientra nel Regolamento UE 261/2004, che considera la maggior parte degli scioperi del personale aereo come eventi *non straordinari*. Gli avvocati dello studio viennese Pochhacker Partners prevedono quindi che i viaggiatori aventi diritto possano richiedere un risarcimento tra 250 e 600 euro, oltre a rimborsi o riprotezioni. I team HR austriaci sono stati invitati a informare il personale mobile sui propri diritti e a raccogliere prove dei ritardi subiti.
Lufthansa assicura che le operazioni torneranno alla normalità il 13 febbraio, ma i sindacati avvertono che potrebbero esserci ulteriori azioni se le trattative su salari e pensioni restano bloccate. Per le aziende austriache, l’episodio sottolinea l’importanza di mantenere percorsi alternativi, soprattutto in un anno in cui il nuovo sistema biometrico europeo di ingresso/uscita (EES) dovrebbe già allungare le formalità di frontiera.
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