
L’aria artica gelida che ha incontrato un sistema di bassa pressione carico di umidità ha causato il caos nei programmi dei voli canadesi il 14 febbraio, bloccando o ritardando centinaia di servizi operati da WestJet, Air Canada, Jazz, PAL Airlines, Inuit Air e diverse compagnie regionali. Travel and Tour World ha riportato 65 cancellazioni totali e 301 ritardi distribuiti tra Calgary, Winnipeg, Toronto-Pearson, Montréal-Trudeau, Québec City e vari aeroporti del nord.
Le operazioni a terra sono state complicate da temperature percepite di −30 °C e da code prolungate per lo sghiacciamento, che in alcuni casi hanno superato i 90 minuti per aereo. Toronto e Calgary hanno attivato i protocolli completi per eventi nevosi, dirottando gli aerei a fusoliera larga su piazzole remote per permettere ai mezzi spazzaneve di liberare le piste principali. Le autorità aeroportuali hanno avvertito i passeggeri che i tempi di attesa per le riprenotazioni e il ritiro bagagli potrebbero protrarsi fino alle prime ore del 15 febbraio.
A subire maggiormente il disagio sono stati i viaggiatori d’affari: analisi di metà pomeriggio di Global Reservation Services stimano 11.400 coincidenze perse su itinerari transcontinentali e 8 milioni di CAD in costi aggiuntivi per hotel e riprotezioni a carico dei responsabili dei viaggi aziendali. Anche le catene logistiche hanno risentito della situazione, con trasferimenti di cargo in stiva che hanno perso i voli merci diretti in Europa e Asia.
I viaggiatori con biglietti completamente flessibili hanno potuto optare per riunioni virtuali o posticipare i viaggi, evidenziando l’importanza crescente di piani di emergenza durante le stagioni invernali sempre più imprevedibili in Canada. Gli analisti del settore prevedono che gli effetti a catena si protrarranno per almeno 48 ore e invitano le aziende a monitorare i feed di FlightAware, attivare allerte sui rischi di viaggio e prevedere giorni extra di margine per visite critiche fino a quando le condizioni non si stabilizzeranno.
Le operazioni a terra sono state complicate da temperature percepite di −30 °C e da code prolungate per lo sghiacciamento, che in alcuni casi hanno superato i 90 minuti per aereo. Toronto e Calgary hanno attivato i protocolli completi per eventi nevosi, dirottando gli aerei a fusoliera larga su piazzole remote per permettere ai mezzi spazzaneve di liberare le piste principali. Le autorità aeroportuali hanno avvertito i passeggeri che i tempi di attesa per le riprenotazioni e il ritiro bagagli potrebbero protrarsi fino alle prime ore del 15 febbraio.
A subire maggiormente il disagio sono stati i viaggiatori d’affari: analisi di metà pomeriggio di Global Reservation Services stimano 11.400 coincidenze perse su itinerari transcontinentali e 8 milioni di CAD in costi aggiuntivi per hotel e riprotezioni a carico dei responsabili dei viaggi aziendali. Anche le catene logistiche hanno risentito della situazione, con trasferimenti di cargo in stiva che hanno perso i voli merci diretti in Europa e Asia.
I viaggiatori con biglietti completamente flessibili hanno potuto optare per riunioni virtuali o posticipare i viaggi, evidenziando l’importanza crescente di piani di emergenza durante le stagioni invernali sempre più imprevedibili in Canada. Gli analisti del settore prevedono che gli effetti a catena si protrarranno per almeno 48 ore e invitano le aziende a monitorare i feed di FlightAware, attivare allerte sui rischi di viaggio e prevedere giorni extra di margine per visite critiche fino a quando le condizioni non si stabilizzeranno.
Fonte: Travel and Tour World
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