
Poche ore prima della vasta operazione notturna a Pafos, l’Ufficio Immigrazione e Stranieri ha effettuato una retata all’alba il 18 febbraio, arrestando 19 cittadini stranieri di “varie nazionalità” privi di permesso di soggiorno regolare. Sebbene non siano stati resi noti i luoghi specifici interessati, le autorità hanno confermato che gli arresti sono avvenuti a seguito di controlli di routine sui permessi di soggiorno in immobili in affitto e cantieri edili.
Il Ministero dell’Interno ha annunciato l’avvio delle procedure per il rimpatrio rapido, sottolineando che gli arresti rientrano nella strategia di Cipro di combinare un’applicazione rigorosa con programmi di rimpatrio volontario finanziati dall’UE. Lo scorso anno la Repubblica ha rimpatriato un record di 8.300 migranti irregolari — più del doppio rispetto al 2024 — conquistando il primato europeo per numero di rimpatri pro capite.
Per i team HR, le operazioni consecutive di febbraio evidenziano come i controlli possano avvenire senza preavviso e al di fuori dei tradizionali luoghi di lavoro. I consulenti legali raccomandano di mantenere aggiornati i registri digitali dei permessi e di monitorare attentamente che i visitatori d’affari a breve termine provenienti da paesi extra-UE non superino i 90 giorni di permanenza su 180, nonostante Cipro non faccia ancora parte dell’area Schengen. Le permanenze irregolari scoperte durante i controlli possono comportare detenzioni immediate e divieti di ingresso futuri, complicando i piani di mobilità regionale.
L’intensificazione dei controlli riflette anche la pressione politica interna, mentre il governo si prepara a varare una legge per snellire le procedure di valutazione delle domande d’asilo e imporre sanzioni più severe ai datori di lavoro che favoriscono la residenza illegale. Si prevede che il disegno di legge sarà presentato al Parlamento prima della pausa pasquale.
Il Ministero dell’Interno ha annunciato l’avvio delle procedure per il rimpatrio rapido, sottolineando che gli arresti rientrano nella strategia di Cipro di combinare un’applicazione rigorosa con programmi di rimpatrio volontario finanziati dall’UE. Lo scorso anno la Repubblica ha rimpatriato un record di 8.300 migranti irregolari — più del doppio rispetto al 2024 — conquistando il primato europeo per numero di rimpatri pro capite.
Per i team HR, le operazioni consecutive di febbraio evidenziano come i controlli possano avvenire senza preavviso e al di fuori dei tradizionali luoghi di lavoro. I consulenti legali raccomandano di mantenere aggiornati i registri digitali dei permessi e di monitorare attentamente che i visitatori d’affari a breve termine provenienti da paesi extra-UE non superino i 90 giorni di permanenza su 180, nonostante Cipro non faccia ancora parte dell’area Schengen. Le permanenze irregolari scoperte durante i controlli possono comportare detenzioni immediate e divieti di ingresso futuri, complicando i piani di mobilità regionale.
L’intensificazione dei controlli riflette anche la pressione politica interna, mentre il governo si prepara a varare una legge per snellire le procedure di valutazione delle domande d’asilo e imporre sanzioni più severe ai datori di lavoro che favoriscono la residenza illegale. Si prevede che il disegno di legge sarà presentato al Parlamento prima della pausa pasquale.
Fonte: Cyprus Mail