
La sezione di Palermo del quotidiano regionale La Sicilia racconta la storia di una nonna dello Sri Lanka il cui visto familiare per soggiorno breve è stato respinto dall’ambasciata italiana a Colombo, nonostante la presentazione di ampi documenti di sponsorizzazione. Il 25 febbraio il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Lazio ha emesso un’ordinanza d’urgenza, ordinando all’ambasciata di riesaminare la pratica “con effetto immediato”, richiamando il diritto costituzionale all’unità familiare. Poche ore dopo, il visto è stato concesso, permettendo alla donna di recarsi a Palermo per la nascita del nipote. Gli avvocati hanno sostenuto che i funzionari consolari avevano fornito motivazioni generiche, mettendo in dubbio lo scopo del viaggio e le risorse finanziarie, ignorando buste paga, estratti conto bancari e una polizza assicurativa privata presentata dal figlio, titolare di permesso di soggiorno a lungo termine e residente a Palermo. Il TAR ha accolto la tesi secondo cui il rifiuto era sproporzionato e non bilanciava adeguatamente le considerazioni umanitarie e familiari. Il caso evidenzia una tendenza in crescita: i tribunali amministrativi italiani annullano sempre più spesso i dinieghi di visto standardizzati privi di motivazioni dettagliate. Per i team dedicati alla mobilità è un monito a fornire prove dettagliate e, se necessario, a ricorrere al giudizio amministrativo, che ora può essere presentato elettronicamente e deciso in pochi giorni nei casi urgenti. Fonti consolari ammettono privatamente che l’alto tasso di rifiuti per i visti familiari deriva da carichi di lavoro e timori di frodi, ma il ministero degli Esteri ha diffuso nuove linee guida che obbligano gli ufficiali a indicare i documenti mancanti specifici e a dare priorità ai casi con elementi familiari di particolare rilevanza. I consulenti aziendali per l’immigrazione prevedono che la sentenza sarà citata in futuri ricorsi, potenzialmente costringendo le ambasciate ad adottare criteri più chiari e riducendo l’incertezza nelle procedure di visto per familiari a carico.
Fonte: La Sicilia (Palermo edition)