
Durante la visita di Stato del presidente Luiz Inácio Lula da Silva a Nuova Delhi, India e Brasile hanno firmato un accordo storico che estende la validità dei visti turistici (VIVIS) e business (VITEM II) da cinque a dieci anni per i titolari di passaporti ordinari di entrambi i Paesi. L’intesa, pubblicata il 28 febbraio 2026 sul Free Press Journal, raddoppia immediatamente i periodi di soggiorno consentiti e riduce drasticamente la burocrazia per il rinnovo, facilitando i viaggi frequenti. Questo accordo crea una delle finestre di visto reciproco più lunghe tra i membri BRICS ed è pensato per agevolare il commercio, gli investimenti e gli scambi culturali in vista del vertice BRICS 2026 a Recife. Le aziende IT indiane operanti nel Tech Hub di San Paolo stimano che la novità farà risparmiare almeno due settimane per ogni ciclo di rinnovo e ridurrà i costi di conformità del 30%. Secondo le nuove regole, ogni ingresso consente soggiorni fino a 180 giorni all’anno, offrendo a dirigenti e team di progetto ampi margini per gestire incarichi transfrontalieri senza superare le soglie per il permesso di soggiorno brasiliano. I professionisti indiani con visto business restano esclusi dall’assunzione diretta in Brasile, ma possono ora entrare e uscire liberamente per supervisionare progetti, negoziare contratti e partecipare a fiere con maggiore flessibilità. Per le aziende brasiliane, la finestra decennale semplifica la pianificazione dell’ingresso nel mercato dei settori in forte crescita delle energie rinnovabili e dell’agritech indiani. L’agenzia di finanziamento alle esportazioni BNDES ha confermato la creazione di una task force congiunta per mappare i progetti prioritari idonei a procedure accelerate di approvazione ambientale e doganale. I responsabili della mobilità aziendale dovranno aggiornare le matrici di viaggio per riflettere la nuova validità, assicurarsi che i passaporti abbiano almeno 18 mesi di validità al momento della richiesta e ricordare ai viaggiatori che l’adesivo del visto—o il suo equivalente digitale—deve comunque essere trasferito su un nuovo passaporto se il documento originale scade prima del 2036.
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