
Il Ministero degli Affari Esteri del Brasile ha confermato il 26 febbraio 2026 che i titolari di passaporto ordinario provenienti da Cina, Danimarca, Francia, Ungheria, Irlanda, Giamaica, Santa Lucia e Bahamas possono ora entrare in Brasile senza visto per soggiorni fino a 30 giorni, prorogabili fino a 90 giorni nell’arco di 12 mesi. La misura, entrata in vigore il 24 febbraio, fa parte della più ampia strategia del presidente Luiz Inácio Lula da Silva per rilanciare il turismo e diversificare la domanda in ingresso oltre ai tradizionali mercati sudamericani ed europei.
La decisione è altamente reciproca: la Cina ha eliminato il visto per i brasiliani a metà 2025, mentre Danimarca, Francia, Ungheria e Irlanda fanno parte dell’UE che già concede soggiorni senza visto di 90 giorni ai brasiliani nell’area Schengen. Estendendo questa cortesia, Brasilia elimina un ultimo ostacolo nelle relazioni bilaterali e semplifica i viaggi d’affari a breve termine per fornitori, investitori e team di progetto che si spostano tra i mercati.
I partner caraibici Giamaica, Santa Lucia e Bahamas da tempo chiedono un accesso facilitato per sostenere i collegamenti aerei diretti e le crociere; la loro inclusione suggerisce una strategia di diplomazia turistica regionale in vista dei Giochi Panamericani 2027 a Barranquilla, dove il Brasile prevede una partecipazione record.
Praticamente, i viaggiatori devono ancora compilare il modulo sanitario digitale pre-arrivo (DSV) e dimostrare il biglietto di ritorno, ma possono evitare la piattaforma e-Visa e gli appuntamenti consolari che prima aggiungevano 10-15 giorni alla pianificazione del viaggio. Le compagnie aeree stanno già reagendo: Azul prevede di potenziare il servizio Campinas–Lisbona con un A330-900 ad aprile per intercettare il traffico di collegamento dai nuovi mercati europei, mentre China Southern sta valutando un secondo volo settimanale Guangzhou–São Paulo per il terzo trimestre.
Per i responsabili della mobilità aziendale, il vantaggio principale è la rapidità. I dirigenti degli otto paesi possono ora accettare richieste di incontri a breve termine, partecipare a sopralluoghi o fornire assistenza post-vendita in Brasile con poco più di un passaporto valido e un biglietto di ritorno. I datori di lavoro devono comunque verificare che i giorni cumulativi in Brasile non superino i 90 in un ciclo di 12 mesi e ricordare che le attività retribuite restano limitate sotto lo status turistico: per incarichi tecnici pratici sono ancora necessari permessi di lavoro.
Le multinazionali dovrebbero aggiornare i sistemi globali di approvazione viaggi e le FAQ rivolte ai viaggiatori per riflettere la nuova esenzione e evitare costi inutili per l’e-Visa.
Dal punto di vista politico, l’ampliamento segnala che il governo Lula preferisce una reciprocità mirata piuttosto che una liberalizzazione totale. La tanto discussa reintroduzione del visto per cittadini USA, canadesi e australiani nel 2025 ha dimostrato la volontà del Brasile di usare le regole d’ingresso per obiettivi diplomatici, mentre l’annuncio odierno mostra la stessa disponibilità a premiare i partner che estendono la stessa cortesia ai brasiliani. Gli analisti prevedono ulteriori piccoli gruppi di esenzioni legate ad accordi aeronautici e negoziati commerciali, piuttosto che una riforma unica e globale.
La decisione è altamente reciproca: la Cina ha eliminato il visto per i brasiliani a metà 2025, mentre Danimarca, Francia, Ungheria e Irlanda fanno parte dell’UE che già concede soggiorni senza visto di 90 giorni ai brasiliani nell’area Schengen. Estendendo questa cortesia, Brasilia elimina un ultimo ostacolo nelle relazioni bilaterali e semplifica i viaggi d’affari a breve termine per fornitori, investitori e team di progetto che si spostano tra i mercati.
I partner caraibici Giamaica, Santa Lucia e Bahamas da tempo chiedono un accesso facilitato per sostenere i collegamenti aerei diretti e le crociere; la loro inclusione suggerisce una strategia di diplomazia turistica regionale in vista dei Giochi Panamericani 2027 a Barranquilla, dove il Brasile prevede una partecipazione record.
Praticamente, i viaggiatori devono ancora compilare il modulo sanitario digitale pre-arrivo (DSV) e dimostrare il biglietto di ritorno, ma possono evitare la piattaforma e-Visa e gli appuntamenti consolari che prima aggiungevano 10-15 giorni alla pianificazione del viaggio. Le compagnie aeree stanno già reagendo: Azul prevede di potenziare il servizio Campinas–Lisbona con un A330-900 ad aprile per intercettare il traffico di collegamento dai nuovi mercati europei, mentre China Southern sta valutando un secondo volo settimanale Guangzhou–São Paulo per il terzo trimestre.
Per i responsabili della mobilità aziendale, il vantaggio principale è la rapidità. I dirigenti degli otto paesi possono ora accettare richieste di incontri a breve termine, partecipare a sopralluoghi o fornire assistenza post-vendita in Brasile con poco più di un passaporto valido e un biglietto di ritorno. I datori di lavoro devono comunque verificare che i giorni cumulativi in Brasile non superino i 90 in un ciclo di 12 mesi e ricordare che le attività retribuite restano limitate sotto lo status turistico: per incarichi tecnici pratici sono ancora necessari permessi di lavoro.
Le multinazionali dovrebbero aggiornare i sistemi globali di approvazione viaggi e le FAQ rivolte ai viaggiatori per riflettere la nuova esenzione e evitare costi inutili per l’e-Visa.
Dal punto di vista politico, l’ampliamento segnala che il governo Lula preferisce una reciprocità mirata piuttosto che una liberalizzazione totale. La tanto discussa reintroduzione del visto per cittadini USA, canadesi e australiani nel 2025 ha dimostrato la volontà del Brasile di usare le regole d’ingresso per obiettivi diplomatici, mentre l’annuncio odierno mostra la stessa disponibilità a premiare i partner che estendono la stessa cortesia ai brasiliani. Gli analisti prevedono ulteriori piccoli gruppi di esenzioni legate ad accordi aeronautici e negoziati commerciali, piuttosto che una riforma unica e globale.
Fonte: Travel Trade Today