
Il Taoiseach Micheál Martin ha rilasciato una dichiarazione separata il 28 febbraio, esortando tutte le parti coinvolte nel conflitto in rapido aumento in Iran a esercitare moderazione. Parlando poche ore dopo che la chiusura dello spazio aereo regionale ha causato cancellazioni di voli in tutto il mondo, il Taoiseach ha affermato che le ambasciate e le missioni irlandesi stanno «lavorando senza sosta» per supportare i cittadini e collaborano con partner dell’UE e delle Nazioni Unite per individuare opzioni di passaggio sicuro. L’intervento riflette la più ampia posizione di Dublino in politica estera, secondo cui la mobilità e il commercio sono meglio tutelati attraverso la diplomazia piuttosto che il confronto militare. Dal punto di vista della mobilità globale, la dichiarazione apre di fatto la strada a risorse governative aggiuntive per la documentazione d’emergenza, inclusi i laissez-passer per i residenti irlandesi in Iran i cui passaporti potrebbero essere trattenuti da datori di lavoro o agenzie locali. Le multinazionali con assegnati a Teheran hanno accolto con favore questa rassicurazione. Aziende farmaceutiche e tecnologiche contattate da Global Mobility News hanno confermato di aver attivato i protocolli di gestione degli incidenti, organizzando trasporti terrestri sicuri verso aeroporti secondari in Armenia e Georgia e fornendo indennità di difficoltà ai familiari rimasti nel paese. L’ufficio del Taoiseach ha inoltre ribadito l’impegno dell’Irlanda alla Carta delle Nazioni Unite e agli sforzi di non proliferazione, segnalando che qualsiasi futuro regime di sanzioni sui viaggi cercherà di tutelare la mobilità legittima per affari e scopi umanitari. Per i pianificatori delle assegnazioni, il messaggio chiave è mantenere opzioni di itinerario flessibili e pre-approvare i budget per la gestione delle crisi, in modo che gli assegnati possano lasciare rapidamente il paese qualora si concretizzassero voli di evacuazione. I funzionari consolari irlandesi informeranno gli stakeholder di relocation e immigrazione non appena i colleghi dell’UE finalizzeranno un piano di risposta congiunto. Fino ad allora, si consiglia ai datori di lavoro di mantenere aggiornati gli elenchi dei numeri di cellulare e di assicurarsi che i familiari abbiano copie delle carte di soggiorno e dei documenti che attestano il rapporto di parentela.
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