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Il Brasile concede l’ingresso senza visto ai cittadini irlandesi nell’ambito della strategia ‘Open Doors 2026’

mar 1, 2026
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Il Brasile concede l’ingresso senza visto ai cittadini irlandesi nell’ambito della strategia ‘Open Doors 2026’
Il Brasile ha compiuto il suo passo più significativo verso la liberalizzazione dei viaggi in un decennio, eliminando l’obbligo del visto per soggiorni brevi ai titolari di passaporto irlandese, insieme ai visitatori di altri sette paesi. Secondo il giornale di settore ITIJ, l’Ordinanza Interministeriale 18/2026 è entrata in vigore il 24 febbraio ed è stata confermata dal ministero degli Esteri il 28 febbraio, consentendo ai turisti e ai visitatori d’affari irlandesi di soggiornare fino a 30 giorni per viaggio (prorogabili fino a 90 giorni nell’arco di 12 mesi).

La decisione elimina la tassa di 120 dollari per l’e-visa e i due settimane di attesa per l’elaborazione, che in passato scoraggiavano molti viaggiatori irlandesi. Sebbene l’Irlanda attragga solo circa 15.000 visitatori in Brasile ogni anno, gli operatori turistici prevedono un aumento del 25%, citando una domanda repressa per pacchetti di Carnevale ed ecoturismo nel Pantanal.

Il Brasile concede l’ingresso senza visto ai cittadini irlandesi nell’ambito della strategia ‘Open Doors 2026’


Per le aziende, la novità rimuove un ostacolo logistico per ingegneri e consulenti agritech impegnati in joint venture irlandese-brasiliane a São Paulo, Rio Grande do Sul e Bahia. Le compagnie aeree stanno già reagendo: TAP Air Portugal e Air France-KLM — i cui hub di Lisbona e Parigi gestiscono la maggior parte del traffico Irlanda-Brasile — hanno richiesto frequenze aggiuntive per l’estate. LATAM sta valutando un charter stagionale Dublino–São Paulo, qualora la domanda si concretizzi.

I team responsabili delle politiche di viaggio devono aggiornare immediatamente le matrici dei visti e ricordare al personale che il lavoro retribuito resta vietato sotto questa esenzione; per incarichi più lunghi è necessario un visto di lavoro temporaneo V. I cittadini irlandesi devono presentarsi con un passaporto valido almeno sei mesi, un biglietto di ritorno o proseguimento e la prova di fondi sufficienti. Le autorità di immigrazione si riservano il diritto di negare l’ingresso in caso di sospetto lavoro non dichiarato.

Chi intende effettuare viaggi multipli deve monitorare i giorni cumulativi per non superare il limite annuale di 90 giorni. Gli analisti interpretano questa mossa come parte della strategia “Porte Aperte 2026” del presidente Lula, volta a riportare i flussi turistici ai livelli pre-pandemia. Con l’Irlanda ora equiparata alla maggior parte dei paesi UE per l’esenzione dal visto, Enterprise Ireland prevede maggiori opportunità per esportatori di food-tech e energie rinnovabili diretti al più grande mercato latinoamericano.
Fonte: ITIJ – International Travel & Health Insurance Journal

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