
Il 6 marzo 2026 l'Ambasciata indiana a Pechino ha confermato che, a partire dal 1° gennaio, ha cessato il rilascio di visti cartacei per la categoria Business Produzione-Investimento (e-B-4). I richiedenti cinesi devono ora utilizzare il portale online per l’e-Visa dell’India; le domande cartacee non sono più accettate. Il visto e-B-4, introdotto nel 2025 per accelerare l’ingresso di tecnici impegnati nell’allestimento di linee produttive, installazione di macchinari o formazione del personale locale, inizialmente coesisteva con l’opzione del visto consolare cartaceo. Secondo i dati dell’ambasciata, i processi duplicati causavano ritardi fino a due settimane nelle approvazioni. La completa digitalizzazione dovrebbe ridurre i tempi di elaborazione a 72 ore, un aspetto cruciale per le aziende che devono rispettare le scadenze degli incentivi legati alla produzione (PLI) in settori come le batterie per veicoli elettrici e l’elettronica di consumo. Questa misura si integra inoltre con il programma di modernizzazione IVFRT dell’India, che punta a digitalizzare il 100% delle procedure di arrivo e visto entro il 2027. Le imprese cinesi apprezzano i vantaggi in termini di velocità, ma segnalano che il portale indiano respinge i passaporti privi di foto conformi agli standard ICAO, causando un aumento degli errori. I responsabili della mobilità sono invitati a testare preventivamente il caricamento dei documenti e a mantenere una lettera di sponsorizzazione da un referente indiano come backup, nel caso in cui il portale segnali dati incompleti sull’indirizzo. L’ambasciata annuncia che nel corso del 2026 estenderà il modello e-B-4 anche a Giappone e Corea del Sud, segnando un passaggio più ampio verso l’eliminazione dei visti business cartacei.
Fonte: Envoy Global News Alert
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