
Un collegio di tre giudici della Corte d'Appello degli Stati Uniti per il Circuito di Washington D.C., il 7 marzo, ha confermato un'ingiunzione del tribunale inferiore che impedisce all'amministrazione Trump di terminare lo Status di Protezione Temporanea (TPS) per circa 350.000 cittadini haitiani che vivono e lavorano legalmente negli Stati Uniti. Scrivendo per la maggioranza 2-1, la giudice Florence Pan ha stabilito che il Dipartimento per la Sicurezza Interna (DHS) non ha dimostrato un danno irreparabile che giustifichi la revoca dell'ingiunzione mentre la causa principale è ancora in corso.
La decisione rappresenta l’ennesimo ostacolo per un’amministrazione che ha agito con decisione per restringere i programmi di assistenza umanitaria; il DHS ha già annunciato piani per cancellare il TPS per Venezuela, Ucraina, Honduras, Nepal e diverse nazioni africane. Al contrario, la corte ha sottolineato l’intento del Congresso di evitare che i beneficiari del TPS vengano improvvisamente privati dello status quando persistono condizioni pericolose — in questo caso, la violenza delle gang e l’instabilità politica ad Haiti.
Per i datori di lavoro, la sentenza garantisce la continuazione dell’autorizzazione al lavoro per i titolari di TPS haitiani, molti dei quali ricoprono ruoli fondamentali nei settori sanitario, agricolo e dell’ospitalità. I reparti risorse umane dovrebbero aggiornare i calendari di reverifica I-9: i documenti di autorizzazione al lavoro attuali restano validi per almeno altri sei mesi grazie all’avviso di estensione automatica del USCIS e potrebbero essere rinnovati nuovamente se la causa si protrae.
Gli avvocati specializzati in immigrazione osservano che l’amministrazione potrebbe presentare ricorso alla Corte Suprema, ma anche con un iter accelerato una decisione finale slitterebbe alla fine del 2026. Le aziende sono quindi invitate a considerare stabile l’autorizzazione al lavoro per i titolari di TPS haitiani per il resto dell’anno, monitorando eventuali sviluppi giudiziari. Le comunità haitiane, intanto, hanno accolto con favore la decisione, ma hanno esortato il Congresso a trasformare il TPS in un percorso verso la residenza permanente, sostenendo che i rinnovi ripetuti lasciano le famiglie in una situazione di incertezza.
La decisione rappresenta l’ennesimo ostacolo per un’amministrazione che ha agito con decisione per restringere i programmi di assistenza umanitaria; il DHS ha già annunciato piani per cancellare il TPS per Venezuela, Ucraina, Honduras, Nepal e diverse nazioni africane. Al contrario, la corte ha sottolineato l’intento del Congresso di evitare che i beneficiari del TPS vengano improvvisamente privati dello status quando persistono condizioni pericolose — in questo caso, la violenza delle gang e l’instabilità politica ad Haiti.
Per i datori di lavoro, la sentenza garantisce la continuazione dell’autorizzazione al lavoro per i titolari di TPS haitiani, molti dei quali ricoprono ruoli fondamentali nei settori sanitario, agricolo e dell’ospitalità. I reparti risorse umane dovrebbero aggiornare i calendari di reverifica I-9: i documenti di autorizzazione al lavoro attuali restano validi per almeno altri sei mesi grazie all’avviso di estensione automatica del USCIS e potrebbero essere rinnovati nuovamente se la causa si protrae.
Gli avvocati specializzati in immigrazione osservano che l’amministrazione potrebbe presentare ricorso alla Corte Suprema, ma anche con un iter accelerato una decisione finale slitterebbe alla fine del 2026. Le aziende sono quindi invitate a considerare stabile l’autorizzazione al lavoro per i titolari di TPS haitiani per il resto dell’anno, monitorando eventuali sviluppi giudiziari. Le comunità haitiane, intanto, hanno accolto con favore la decisione, ma hanno esortato il Congresso a trasformare il TPS in un percorso verso la residenza permanente, sostenendo che i rinnovi ripetuti lasciano le famiglie in una situazione di incertezza.
Fonte: Associated Press
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