
Il Brasile ha compiuto il suo passo più audace verso la liberalizzazione in oltre un decennio, abolendo l’obbligo del visto per soggiorni brevi per i titolari di passaporti ordinari provenienti da Cina, Danimarca, Francia, Ungheria, Irlanda, Giamaica, Santa Lucia e Bahamas. La misura, pubblicata il 9 marzo 2026 ed entrata già in vigore, consente ai viaggiatori di soggiornare fino a 30 giorni all’arrivo, con possibilità di estendere la visita localmente fino a un massimo cumulativo di 90 giorni entro un periodo di 12 mesi.
Fonti del Ministero degli Affari Esteri spiegano che la decisione segue una revisione interna che ha evidenziato come i tempi di rilascio del visto rappresentassero un ostacolo significativo per i visitatori con alta capacità di spesa e per gli organizzatori di conferenze internazionali interessati al mercato latinoamericano. La reciprocità sarà inizialmente applicata solo con la Cina, che ha eliminato il visto per i brasiliani a metà 2025. Per i cinque paesi europei e i due caraibici, Brasilia ha scelto un’esenzione unilaterale, segnalando una nuova volontà di privilegiare i ricavi in entrata rispetto alla rigida reciprocità.
L’agenzia turistica Embratur stima che questi otto mercati abbiano generato complessivamente 630.000 arrivi nel 2025, ma prevede che la cifra possa raddoppiare entro tre anni, una volta che le compagnie aeree aumenteranno la capacità e i tour operator riorganizzeranno i pacchetti turistici. I responsabili dei viaggi aziendali si aspettano che il segmento MICE (Meetings, Incentives, Conferences and Exhibitions) sia il primo a beneficiarne. Delegati da Parigi, Copenaghen o Shanghai potranno ora confermare la loro partecipazione alle fiere di San Paolo senza dover affrontare le lunghe procedure consolari, mentre gli organizzatori potranno ridurre i tempi di preparazione.
LATAM, Air France-KLM e JetBlue hanno già richiesto slot aggiuntivi per l’estate negli aeroporti di Guarulhos e Galeão per far fronte alla domanda prevista. Per le aziende brasiliane, questo afflusso potrebbe tradursi in un aumento degli investimenti esteri e nella creazione di posti di lavoro nei settori dell’ospitalità, del trasporto terrestre e della logistica degli eventi. Tuttavia, gli avvocati specializzati in immigrazione avvertono che gli agenti di frontiera continueranno a richiedere la prova di un viaggio di ritorno e di fondi sufficienti. Le multinazionali dovrebbero informare i dirigenti in viaggio di portare con sé inviti a conferenze o prenotazioni alberghiere per evitare controlli secondari.
Guardando al futuro, il Ministero degli Esteri annuncia che sono allo studio ulteriori esenzioni unilaterali, mentre il Brasile punta all’adesione all’OCSE e a superare i 10 milioni di visitatori stranieri entro il 2027. Sono in corso negoziati con Svezia, Emirati Arabi Uniti e Sudafrica, suggerendo che il 2026 potrebbe segnare una svolta strutturale nella tradizionalmente prudente politica dei visti brasiliana.
Fonti del Ministero degli Affari Esteri spiegano che la decisione segue una revisione interna che ha evidenziato come i tempi di rilascio del visto rappresentassero un ostacolo significativo per i visitatori con alta capacità di spesa e per gli organizzatori di conferenze internazionali interessati al mercato latinoamericano. La reciprocità sarà inizialmente applicata solo con la Cina, che ha eliminato il visto per i brasiliani a metà 2025. Per i cinque paesi europei e i due caraibici, Brasilia ha scelto un’esenzione unilaterale, segnalando una nuova volontà di privilegiare i ricavi in entrata rispetto alla rigida reciprocità.
L’agenzia turistica Embratur stima che questi otto mercati abbiano generato complessivamente 630.000 arrivi nel 2025, ma prevede che la cifra possa raddoppiare entro tre anni, una volta che le compagnie aeree aumenteranno la capacità e i tour operator riorganizzeranno i pacchetti turistici. I responsabili dei viaggi aziendali si aspettano che il segmento MICE (Meetings, Incentives, Conferences and Exhibitions) sia il primo a beneficiarne. Delegati da Parigi, Copenaghen o Shanghai potranno ora confermare la loro partecipazione alle fiere di San Paolo senza dover affrontare le lunghe procedure consolari, mentre gli organizzatori potranno ridurre i tempi di preparazione.
LATAM, Air France-KLM e JetBlue hanno già richiesto slot aggiuntivi per l’estate negli aeroporti di Guarulhos e Galeão per far fronte alla domanda prevista. Per le aziende brasiliane, questo afflusso potrebbe tradursi in un aumento degli investimenti esteri e nella creazione di posti di lavoro nei settori dell’ospitalità, del trasporto terrestre e della logistica degli eventi. Tuttavia, gli avvocati specializzati in immigrazione avvertono che gli agenti di frontiera continueranno a richiedere la prova di un viaggio di ritorno e di fondi sufficienti. Le multinazionali dovrebbero informare i dirigenti in viaggio di portare con sé inviti a conferenze o prenotazioni alberghiere per evitare controlli secondari.
Guardando al futuro, il Ministero degli Esteri annuncia che sono allo studio ulteriori esenzioni unilaterali, mentre il Brasile punta all’adesione all’OCSE e a superare i 10 milioni di visitatori stranieri entro il 2027. Sono in corso negoziati con Svezia, Emirati Arabi Uniti e Sudafrica, suggerendo che il 2026 potrebbe segnare una svolta strutturale nella tradizionalmente prudente politica dei visti brasiliana.
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