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Accordo Brasile-EU Consolida la Regola dei 90 Giorni su 180 nello Spazio Schengen e Prepara il Terreno per ETIAS

mar 8, 2026
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Accordo Brasile-EU Consolida la Regola dei 90 Giorni su 180 nello Spazio Schengen e Prepara il Terreno per ETIAS
Nelle prime ore del 7 marzo 2026, la presidenza del Brasile ha pubblicato il Decreto 12.864, ratificando formalmente l’accordo di esenzione dal visto con l’Unione Europea e, per la prima volta, incorporando nel diritto interno brasiliano la regola dei 90 giorni in un periodo di 180 giorni. La decisione, confermata da Bruxelles lo stesso giorno, chiarisce il quadro normativo senza modificare le modalità di viaggio quotidiane per turisti o dirigenti brasiliani, che godono dell’accesso senza visto nell’area Schengen dal 2004. Perché questa formalità è importante? Innanzitutto, garantisce la reciprocità proprio mentre l’Europa si prepara a lanciare il Sistema Europeo di Informazione e Autorizzazione di Viaggio (ETIAS) nel terzo trimestre del 2026. Secondo il decreto, i cittadini UE in visita in Brasile saranno soggetti allo stesso limite di 90 giorni, offrendo a Brasilia un margine di manovra qualora gli Stati Schengen inasprissero le regole dopo l’entrata in vigore di ETIAS. In secondo luogo, la codifica riduce il rischio che i soggiorni oltre il limite vengano trattati in modo diverso tra legislazione UE e brasiliana, un’area grigia che ha complicato i calcoli di presenza fiscale per il personale globale. I team di mobilità internazionale dovrebbero quindi monitorare i giorni di permanenza in Brasile dei dipendenti europei insieme al conteggio Schengen. I fornitori di servizi payroll avvertono che un’applicazione disomogenea della regola 90/180 può esporre i datori di lavoro a responsabilità previdenziali impreviste, soprattutto quando personale tedesco o francese combina più brevi visite in schemi rotazionali prolungati. Per i viaggiatori brasiliani la regola principale resta invariata: soggiorni superiori a 90 giorni richiedono un visto nazionale di lungo soggiorno (Categoria D) rilasciato dallo Stato membro di destinazione. La novità è il fondamento giuridico. Gli avvocati specializzati in immigrazione sottolineano che il decreto rafforzerà i ricorsi contro timbri d’ingresso incoerenti negli aeroporti europei minori e offrirà una base legale per contestare i rifiuti di imbarco imposti dai vettori per presunte violazioni della “regola Schengen”. Guardando al futuro, l’attenzione si sposta su ETIAS. Sebbene l’autorizzazione di viaggio da 7 euro rappresenti un costo contenuto, i responsabili dei viaggi dovrebbero integrare i promemoria per la registrazione negli strumenti di prenotazione prima del lancio soft previsto per ottobre 2026. Le compagnie aeree che non verificheranno le approvazioni ETIAS rischiano multe fino a 5.000 euro per passeggero, secondo il Regolamento UE 2018/1240. Il Ministero degli Esteri brasiliano ha accolto il decreto come una “pulizia normativa che offre certezza a cittadini e imprese su entrambi i lati dell’Atlantico”. Le Camere di Commercio Europee a San Paolo hanno condiviso il giudizio, sottolineando che regole più chiare supportano le 5.400 aziende europee presenti in Brasile, che impiegano oltre 900.000 persone.
Fonte: Schengen Travel News (Schengen90.app)

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