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La Spagna Estende l'Assistenza Sanitaria Universale ai Migranti Irregolari

mar 11, 2026
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La Spagna Estende l'Assistenza Sanitaria Universale ai Migranti Irregolari
Il Consiglio dei Ministri spagnolo, nella riunione del 10 marzo 2026, ha approvato un decreto reale storico che garantisce l’accesso al sistema sanitario pubblico per le persone che vivono in Spagna senza status di residenza legale. Questa misura elimina il mosaico di procedure regionali che costringeva migliaia di migranti irregolari a rivolgersi solo ai pronto soccorso o a cure private costose. Chiunque dimostri di risiedere in Spagna prima del 31 dicembre 2025 e presenti una semplice dichiarazione di buona condotta riceverà un certificato temporaneo che consente cure immediate durante l’istruttoria della domanda. I portavoce del governo hanno sottolineato che la riforma introdurrà un iter unico e rapido in tutte le comunità autonome. Se le autorità sanitarie non si pronunciano entro tre mesi, la copertura continua automaticamente. I gruppi vulnerabili – bambini, donne in gravidanza, vittime di violenza e persone con disabilità – avranno priorità nella gestione delle pratiche. Secondo le autorità, l’accesso anticipato alle cure primarie ridurrà la diffusione di malattie infettive e abbatterà i costi ospedalieri a lungo termine, spostando le cure fuori dai reparti di emergenza. La novità si inserisce nell’agenda migratoria spagnola del 2026, che prevede un programma straordinario di regolarizzazione destinato a concedere permessi di soggiorno a circa mezzo milione di residenti irregolari di lungo periodo. Chiarendo ora i diritti sanitari, Madrid punta a evitare il sovraccarico di uffici e ospedali quando si aprirà la finestra per la regolarizzazione il 1° aprile. I direttori dei servizi sanitari regionali sono già stati incaricati di adeguare i sistemi informatici per garantire che i nuovi beneficiari ricevano la tessera sanitaria in pochi giorni anziché in mesi. Per datori di lavoro e responsabili delle relocation, il decreto elimina l’incertezza residua sui familiari dei dipendenti le cui domande di residenza sono ferme. I lavoratori internazionali assegnati in Spagna dovranno aggiornare le politiche di mobilità interna per riflettere il nuovo diritto e ricordare ai dipendenti che la copertura limitata alle emergenze non è più la norma per i familiari in attesa dei documenti. Le ONG che operano con le comunità migranti hanno accolto positivamente la misura, pur sollecitando il governo a lanciare una campagna informativa per far comprendere ai nuovi beneficiari la documentazione necessaria. L’approccio spagnolo si discosta dalla tendenza europea di restringere i diritti dei migranti, posizionando il Paese tra le giurisdizioni più inclusive dell’UE. Con la persistenza di carenze di manodopera in agricoltura, turismo e assistenza agli anziani, i decisori politici ritengono che abbassare le barriere sanitarie accelererà l’integrazione sociale e lavorativa, con benefici finali per l’economia e le finanze pubbliche spagnole.
Fonte: Euro Weekly News / La Moncloa

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