
Il governo spagnolo ha confermato che la tanto attesa regolarizzazione straordinaria aprirà ad aprile, offrendo ad almeno 500.000 migranti irregolari un permesso di soggiorno rinnovabile di un anno. In un’intervista alla BBC, la ministra per l’Inclusione e la Migrazione Elma Saiz ha spiegato che il programma è pensato sia per motivi umanitari sia per sostenere un mercato del lavoro in cui i lavoratori stranieri rappresentano già il 14% della forza lavoro. I richiedenti dovranno dimostrare una presenza di almeno cinque mesi in Spagna e presentare un certificato penale pulito. Le federazioni imprenditoriali come la CEOE sostengono l’iniziativa, sottolineando che la certezza legale faciliterà la copertura delle carenze strutturali nei settori dell’ospitalità, dell’assistenza agli anziani, dell’edilizia e dell’agricoltura. Gli analisti della Banca di Spagna stimano che i migranti abbiano contribuito per metà alla crescita del PIL del 3% registrata lo scorso anno, mentre un documento della banca centrale per il 2024 prevede che la Spagna avrà bisogno di 25 milioni di nuovi arrivati nei prossimi trent’anni per mantenere sostenibile il sistema di welfare. Tuttavia, il decreto arriva in un clima politico teso. Il leader dell’opposizione Alberto Núñez Feijóo, del conservatore Partido Popular, ha avvertito che il numero reale dei beneficiari potrebbe avvicinarsi al milione, mentre l’estrema destra di Vox sostiene che la misura incoraggerà ulteriori arrivi irregolari. La Commissione Europea ha esortato Madrid a prevenire il cosiddetto “turismo dei permessi” nel resto dell’area Schengen, anche se i precedenti suggeriscono che le amnistie spagnole passate non hanno generato grandi movimenti secondari. Per i responsabili della mobilità aziendale, il programma rappresenta un potenziale punto di svolta: i lavoratori finora impiegati in nero potranno essere assunti formalmente e iscritti alla sicurezza sociale, riducendo i rischi di non conformità. Le aziende che pianificano incarichi per laureati o tirocinanti avranno inoltre a disposizione un nuovo bacino di reclutamento interno, anche se i team HR dovranno verificare che il personale regolarizzato rispetti le soglie salariali previste per la categoria professionale e che le descrizioni dei ruoli siano coerenti con l’autorizzazione concessa. I reparti paghe dovranno prepararsi a un picco di iscrizioni iniziali alla sicurezza sociale tra aprile e giugno, periodo in cui saranno accettate le domande. Gli studi legali prevedono una forte domanda per la raccolta di documenti e certificati di buona condotta nei paesi di origine, soprattutto in America Latina, Nord Africa ed Europa dell’Est. Si consiglia quindi ai datori di lavoro di iniziare a raccogliere le prove di presenza (certificati di residenza, estratti conto bancari o contratti di affitto) con largo anticipo rispetto all’apertura del portale.
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