
Il Ministero degli Affari Religiosi del Pakistan ha confermato l’11 aprile 2026 il rilascio di 2.800 visti per i devoti sikh indiani che parteciperanno alle celebrazioni del Baisakhi dal 10 al 19 aprile. Secondo il quotidiano Dawn, il primo gruppo di 2.238 pellegrini ha attraversato venerdì il confine Attari–Wagah, proseguendo sotto scorta della polizia verso Nankana Sahib e Hasanabdal. I visti sono stati concessi in base al Protocollo India-Pakistan del 1974 sui pellegrinaggi religiosi, che prevede agevolazioni per visite sikh, indù e musulmane. Le approvazioni di quest’anno arrivano in un contesto di relazioni bilaterali tese e con il Corridoio di Kartarpur, senza visto, ancora chiuso dall’India. Le autorità pakistane hanno colto l’occasione della cerimonia di consegna per invitare Nuova Delhi a riaprire il corridoio, al fine di alleviare la congestione al valico di Wagah. Per i responsabili della mobilità, questo sviluppo conferma che i visti di gruppo restano una possibilità anche quando i canali turistici ordinari sono bloccati. Tuttavia, i consulenti per la sicurezza dei viaggi segnalano difficoltà logistiche: i pellegrini devono portare con sé lettere d’invito cartacee, seguire percorsi bus prestabiliti e sottoporsi a controlli bagagli simili a quelli aeroportuali in ogni gurdwara. Sono inoltre obbligatorie la registrazione delle SIM telefoniche e limiti per il cambio valuta. Se l’India manterrà chiuso il corridoio, entrambi i governi potrebbero dover negoziare quote aggiuntive di visti prima della stagione di punta dei pellegrinaggi, in occasione del Guru Nanak Jayanti a novembre. Le aziende che sponsorizzano visite CSR a sfondo religioso sono invitate a presentare i manifesti di gruppo con almeno otto settimane di anticipo e a stipulare assicurazioni che coprano i viaggi nella provincia del Punjab.
Fonte: Dawn
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