
Il Ministero degli Affari Esteri finlandese ha diffuso un comunicato stampa per ricordare ai cittadini russi che, a partire dal 1° giugno 2026, i consolati finlandesi non accetteranno più passaporti russi non biometrici per la richiesta di visti o permessi di soggiorno. La decisione, adottata per la prima volta a marzo, mira a innalzare gli standard di sicurezza dei documenti ed è motivata dalle preoccupazioni di lunga data riguardo a documenti di viaggio russi falsificati o manomessi, oltre al congelamento del traffico turistico lungo il confine terrestre orientale.
Secondo le nuove regole, i richiedenti sono invitati a presentare la documentazione con un passaporto biometrico a partire dal 1° maggio 2026 per evitare ritardi nelle procedure. È previsto un periodo di transizione di sei mesi (dal 1° giugno al 31 dicembre 2026) che consentirà ai viaggiatori con passaporti non biometrici già muniti di un visto finlandese valido, o di un visto/permesso di soggiorno rilasciato da un altro Stato Schengen prima della scadenza, di completare le pratiche.
Dopo questo periodo di tolleranza, resteranno solo tre eccezioni limitate: minorenni sotto i 18 anni; titolari di permessi di soggiorno finlandesi rilasciati prima del 1° giugno 2026 (che potranno rinnovarli); e persone ammesse per motivi umanitari urgenti o di interesse nazionale.
La Finlandia ha limitato i viaggi di piacere dei russi già nel 2022 e ha chiuso tutti i valichi stradali alla fine del 2023, citando tentativi di “migrazione strumentalizzata” da parte di Mosca. Sebbene il confine terrestre rimanga chiuso “fino a nuovo avviso”, i consolati di San Pietroburgo, Ekaterinburg e Mosca continuano a gestire categorie limitate di visti, principalmente per motivi familiari, lavorativi o di studio.
L’obbligo del passaporto biometrico restringe ulteriormente le possibilità per i richiedenti russi, dato che la Russia ha iniziato a emettere documenti di viaggio con chip elettronico solo dal 2010; i passaporti più vecchi sono ancora molto diffusi, soprattutto tra pensionati e fasce a basso reddito. Per le imprese finlandesi che dipendono da manodopera o trasporti transfrontalieri, questa novità rappresenta un ulteriore vincolo. Le aziende di logistica che spostano autisti attraverso il confine russo dovranno ora verificare il tipo di passaporto, mentre le università che reclutano studenti russi per l’anno accademico 2026 dovranno avvisare i candidati con largo anticipo.
I datori di lavoro che sponsorizzano specialisti russi possono aspettarsi tempi più lunghi per gli appuntamenti per i permessi di soggiorno, poiché i titolari di passaporti non biometrici dovranno prima ottenere un documento sostitutivo.
Consiglio pratico: i team HR e mobility dovrebbero richiedere una copia scannerizzata della pagina con la foto al momento dell’assunzione di cittadini russi e verificare che riporti il simbolo biometrico ICAO (un piccolo rettangolo con un cerchio). Chi possiede un passaporto non biometrico dovrebbe avviare immediatamente il rinnovo presso l’ufficio migrazione russo più vicino — i tempi medi di rilascio sono di 1-3 mesi — e prenotare appuntamenti per il visto solo dopo aver ricevuto il nuovo passaporto.
Secondo le nuove regole, i richiedenti sono invitati a presentare la documentazione con un passaporto biometrico a partire dal 1° maggio 2026 per evitare ritardi nelle procedure. È previsto un periodo di transizione di sei mesi (dal 1° giugno al 31 dicembre 2026) che consentirà ai viaggiatori con passaporti non biometrici già muniti di un visto finlandese valido, o di un visto/permesso di soggiorno rilasciato da un altro Stato Schengen prima della scadenza, di completare le pratiche.
Dopo questo periodo di tolleranza, resteranno solo tre eccezioni limitate: minorenni sotto i 18 anni; titolari di permessi di soggiorno finlandesi rilasciati prima del 1° giugno 2026 (che potranno rinnovarli); e persone ammesse per motivi umanitari urgenti o di interesse nazionale.
La Finlandia ha limitato i viaggi di piacere dei russi già nel 2022 e ha chiuso tutti i valichi stradali alla fine del 2023, citando tentativi di “migrazione strumentalizzata” da parte di Mosca. Sebbene il confine terrestre rimanga chiuso “fino a nuovo avviso”, i consolati di San Pietroburgo, Ekaterinburg e Mosca continuano a gestire categorie limitate di visti, principalmente per motivi familiari, lavorativi o di studio.
L’obbligo del passaporto biometrico restringe ulteriormente le possibilità per i richiedenti russi, dato che la Russia ha iniziato a emettere documenti di viaggio con chip elettronico solo dal 2010; i passaporti più vecchi sono ancora molto diffusi, soprattutto tra pensionati e fasce a basso reddito. Per le imprese finlandesi che dipendono da manodopera o trasporti transfrontalieri, questa novità rappresenta un ulteriore vincolo. Le aziende di logistica che spostano autisti attraverso il confine russo dovranno ora verificare il tipo di passaporto, mentre le università che reclutano studenti russi per l’anno accademico 2026 dovranno avvisare i candidati con largo anticipo.
I datori di lavoro che sponsorizzano specialisti russi possono aspettarsi tempi più lunghi per gli appuntamenti per i permessi di soggiorno, poiché i titolari di passaporti non biometrici dovranno prima ottenere un documento sostitutivo.
Consiglio pratico: i team HR e mobility dovrebbero richiedere una copia scannerizzata della pagina con la foto al momento dell’assunzione di cittadini russi e verificare che riporti il simbolo biometrico ICAO (un piccolo rettangolo con un cerchio). Chi possiede un passaporto non biometrico dovrebbe avviare immediatamente il rinnovo presso l’ufficio migrazione russo più vicino — i tempi medi di rilascio sono di 1-3 mesi — e prenotare appuntamenti per il visto solo dopo aver ricevuto il nuovo passaporto.
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