
Gli studenti indiani diretti in Francia non dovranno più affrontare l’impopolare obbligo di rinnovare ogni anno il visto studentesco a lungo termine (VLS-TS). Le riforme annunciate dal presidente Emmanuel Macron durante la sua visita a Nuova Delhi a febbraio e dettagliate questa settimana dal portale universitario Collegedunia prevedono che i visti coprano ora l’intero percorso accademico: due anni per un master, tre per un dottorato di ricerca. Il pacchetto elimina anche il visto di transito aeroportuale per i titolari di passaporto indiano in transito attraverso hub francesi come Parigi-Charles-de-Gaulle. Queste misure rimuovono due ostacoli significativi che rendevano la Francia meno competitiva rispetto a Regno Unito e Germania nel mercato indiano degli studenti all’estero, in crescita del 17% lo scorso anno con 9.100 iscrizioni. I consolati francesi di Mumbai, Bengaluru e Kolkata stanno potenziando la capacità di acquisizione biometrica per mantenere i tempi di attesa per gli appuntamenti sotto i dieci giorni nei periodi di picco. Le riforme si allineano all’obiettivo della Francia di ospitare 30.000 studenti indiani entro il 2030 e ampliano le opportunità post-studio estendendo il programma “Talent Passport” ai laureati di ricerca. Una nuova obbligazione entrerà in vigore il 1° gennaio 2026: chi richiede la conversione a un permesso di soggiorno pluriennale dovrà dimostrare una conoscenza del francese di livello A2. I consulenti educativi sottolineano che la maggior parte degli studenti indiani di master studia già il francese di base, ma chi segue corsi STEM in inglese dovrà prevedere tempo per l’apprendimento della lingua. Per i responsabili della mobilità, la novità è che la Francia, da sempre considerata burocraticamente complessa, diventa ora un’opzione più semplice per candidati master e dottorato sponsorizzati. Le aziende dovrebbero rivedere i budget: l’eliminazione dei rinnovi annuali fa risparmiare circa 100-150 euro di tasse e una settimana di tempo amministrativo per studente all’anno. I viaggiatori in transito a CDG possono inoltre evitare un’intera fase di visto, riducendo di almeno due settimane la pianificazione dell’itinerario.
Fonte: Collegedunia
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