
Il Ministero della Giustizia di Cipro ha confermato sabato che dal 1° gennaio sono state deportate 535 persone, mentre altri 2.052 migranti hanno scelto programmi di rimpatrio volontario assistito. I dati, diffusi a sole tre settimane dall’ultimo aggiornamento, evidenziano l’intensa attività delle autorità nell’utilizzo dell’Iniziativa Congiunta di Ritorno finanziata dall’UE per alleggerire la pressione sul sistema di accoglienza dell’isola. Un’analisi più dettagliata mostra un’accelerazione significativa delle operazioni in primavera: tra il 1° marzo e il 24 aprile, la polizia ha effettuato 195 deportazioni, facilitato 729 partenze volontarie e arrestato 204 persone senza status regolare. Gli arrivi irregolari nello stesso periodo sono stati appena 256, una frazione rispetto ai oltre 6.000 registrati nelle stesse settimane del 2024. Le autorità attribuiscono il calo a un rafforzamento dei pattugliamenti lungo la zona cuscinetto controllata dall’ONU e a una nuova cooperazione di intelligence con Libano ed Egitto. La maggior parte dei deportati è stata trattenuta presso commissariati di polizia, la prigione centrale o il centro di detenzione di Limnes prima di essere rimpatriata con voli charter scortati da Frontex. Il Ministero della Giustizia ha assicurato che la campagna proseguirà, sottolineando però che “il rispetto dei diritti umani e dello stato di diritto” resta un principio fondamentale, in risposta alle critiche delle ONG riguardo alle lunghe detenzioni pre-rimpatrio. Il messaggio per i datori di lavoro è chiaro: chi non possiede un permesso di soggiorno o di lavoro valido rischia arresti e deportazioni molto più frequenti. I team di conformità sono quindi invitati a verificare lo status dei lavoratori extracomunitari, in particolare quelli stagionali assunti tramite subappaltatori. Le aziende possono accedere a uno sportello di regolarizzazione rapida presso l’Ufficio Anagrafe e Migrazione, ma solo fino al 30 giugno; dopo tale data, le sanzioni per soggiorno irregolare aumenteranno da 500 a 1.000 euro al mese. Il ministero ha aggiunto che Cipro rimane tra i principali Paesi UE per numero di domande di asilo pro capite, ma ritiene che “rimpatri ordinati e prevedibili” permetteranno di recuperare capacità di gestione delle richieste di protezione autentiche e di ridurre la tensione politica sul tema migratorio in vista delle elezioni parlamentari del 2027.
Fonte: Cyprus Mail
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