
Durante la seduta serale di mercoledì del Bundestag, il gruppo parlamentare dei Verdi ha presentato la mozione 21/5751, invitando il governo ad abbandonare quelle che definisce “respinte illegittime” dei richiedenti asilo e a eliminare i controlli fissi a tutte le frontiere interne dell’UE. Il testo cita le sentenze del Tribunale Amministrativo della Baviera e di quello di Berlino, che hanno dichiarato tali pratiche incompatibili con il diritto europeo. I Verdi propongono di sostituire i posti di controllo fissi con pattuglie mobili guidate da intelligence, oltre ad ampliare i visti umanitari e le quote di reinsediamento UE per garantire vie sicure. Chiedono inoltre a Berlino di promuovere queste riforme nel prossimo Consiglio Giustizia e Affari Interni, mentre il Nuovo Patto sull’Asilo entra in vigore. Sebbene la mozione sia destinata a essere respinta dalla coalizione CDU/CSU-SPD, mantiene la pressione legale sul Ministero dell’Interno e potrebbe alimentare i ricorsi già presentati dalle ONG per i rifugiati davanti alla Corte Costituzionale. I team di mobilità globale dovrebbero notare che i pendolari transfrontalieri — in particolare i 50.000 tedeschi che lavorano in Lussemburgo — riacquisterebbero la libertà di movimento senza interruzioni se le richieste della mozione venissero accolte. Per le aziende che trasferiscono personale, il dibattito segnala che la politica sulle frontiere resta fluida: i datori di lavoro potrebbero dover rivedere i tempi di trasferimento se il Bundestag o i tribunali imponessero un’inversione di rotta improvvisa entro la fine dell’anno.