
Il Brasile ha agito rapidamente per rafforzare i legami tra persone e commerciali con la Cina, eliminando unilateralmente l'obbligo di visto a breve termine per i titolari di passaporti ordinari cinesi. Con la misura, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale brasiliana il 7 maggio e in vigore dall’11 maggio, i visitatori cinesi potranno entrare in Brasile per un massimo di 30 giorni consecutivi per turismo, affari, eventi culturali e sportivi o transito. Il soggiorno non è prorogabile e il progetto pilota durerà fino al 31 dicembre 2026. L’annuncio rispecchia la decisione presa lo scorso anno dalla Cina di consentire ai cittadini brasiliani un ingresso senza visto per 30 giorni in via sperimentale, creando piena reciprocità e segnalando rapporti bilaterali cordiali. Gli analisti di entrambe le capitali prevedono che la novità stimolerà ulteriormente i già intensi flussi di viaggio tra i due Paesi. L’agenzia online Qunar ha registrato un raddoppio delle ricerche di voli dalle principali città cinesi verso Rio de Janeiro e Brasilia entro un’ora dall’annuncio, mentre Tongcheng Travel ha rilevato un aumento del 200% delle parole chiave legate al Brasile. Per le aziende cinesi, l’esenzione dal visto elimina un ostacolo procedurale che spesso aggiungeva due o tre settimane ai tempi di preparazione per visite di investimento o di valutazione progetti. Nel 2025 il Brasile ha riconquistato la prima posizione negli investimenti cinesi all’estero, attirando 6,1 miliardi di dollari, e gli esperti prevedono che il regime di ingresso semplificato accelererà le trattative nei settori delle energie pulite, dell’agritech e dell’estrazione di minerali critici. Anche gli operatori turistici si stanno preparando: le compagnie aeree stanno valutando frequenze aggiuntive sulle rotte San Paolo–Shanghai e Pechino–Rio in vista del picco estivo, mentre i tour operator stanno riorganizzando pacchetti di ecoturismo in Amazzonia e itinerari legati alla Coppa del Mondo per il mercato cinese. Le aziende che inviano personale dovrebbero aggiornare le politiche di mobilità per riflettere l’ingresso senza visto, assicurarsi che i passaporti abbiano una validità di almeno sei mesi e continuare a verificare la necessità di permessi di lavoro per missioni superiori ai 30 giorni. Sebbene presentata come una facilitazione temporanea, le autorità di Brasilia hanno lasciato intendere che l’esenzione potrebbe essere estesa o trasformata in un accordo reciproco permanente, qualora le questioni di sicurezza restino gestibili e i benefici economici si dimostrino rilevanti. I responsabili della mobilità dovrebbero quindi monitorare i feedback sull’attuazione, in particolare sui tempi di attesa ai controlli di frontiera e sulla documentazione richiesta all’ingresso, per anticipare eventuali futuri aggiustamenti normativi.
Fonte: Xinhua
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