
La decima Expo Cina-Russia ha aperto i battenti a Harbin il 17 maggio e, per la prima volta, gli organizzatori hanno abbinato la grande fiera commerciale a un desk unico in loco per visti e facilitazioni doganali, volto ad accelerare i viaggi tra il nord-est della Cina e l’Estremo Oriente russo. Secondo l’autorità per l’ispezione dell’immigrazione di Heilongjiang, nelle prime 24 ore dell’evento oltre 4.800 titolari di passaporto russo sono entrati in Cina tramite l’aeroporto internazionale di Harbin Taiping e il valico ferroviario di Suifenhe, triplicando la media giornaliera registrata all’inizio del mese. Funzionari cinesi e russi hanno inaugurato una “Corsia Veloce per Espositori Registrati”, che consente ai partecipanti pre-autorizzati di completare dichiarazioni sanitarie, rilevamento biometrico e permessi di soggiorno di 72 ore in meno di dieci minuti. Il progetto pilota si basa sul programma regionale ‘Visto Commerciale per l’Area di Confine’, che già concede ingressi multipli e soggiorni di 30 giorni ai commercianti qualificati. Se i riscontri saranno positivi, l’Amministrazione Nazionale per l’Immigrazione (NIA) valuterà di estendere il modello ad altre esposizioni bilaterali e alla zona di libero scambio Cina-Mongolia di Erenhot. Per le multinazionali che approvvigionano componenti o vendono attrezzature ai settori minerario ed energetico russi, il processo semplificato è più di una mera formalità: ridurre i tempi di sdoganamento aiuta a mantenere operative le supply chain just-in-time, mentre il volume degli scambi commerciali Cina-Russia ha raggiunto un record di 240 miliardi di dollari lo scorso anno. I fornitori logistici segnalano un aumento del 19% delle richieste di voli charter per merci sovradimensionate verso Harbin rispetto al 2025, e l’occupazione alberghiera in città ha superato il 90%. Gli organizzatori dell’expo stanno inoltre sperimentando un ‘Expo Pass’ digitale che funge anche da carta per i trasporti locali e portafoglio elettronico in e-CNY, una comodità apprezzata dai partecipanti provenienti da aree dove l’accettazione di UnionPay è limitata. Gli espositori nel padiglione delle “industrie del futuro” — che comprende robotica, accumulo di energia rinnovabile e sicurezza digitale — hanno riferito a Xinhua di un forte interesse da parte delle delegazioni regionali russe desiderose di localizzare la tecnologia cinese. L’esperimento di Harbin lancia un segnale chiaro: la Cina è pronta a utilizzare facilitazioni legate agli eventi come complemento alla liberalizzazione dei visti su scala nazionale. Le aziende dovrebbero monitorare l’evoluzione del modello: possedere una lettera d’invito da un’expo riconosciuta potrebbe presto garantire uno status quasi prioritario per i viaggiatori, semplificando l’invio di ingegneri e team commerciali nelle province di frontiera, tradizionalmente gravate da pesanti procedure burocratiche.
Fonte: Xinhua
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