
Cipro ha inaugurato la sua presidenza semestrale del Consiglio UE con un dossier concreto sulla migrazione fin dal primo giorno: dal 1° al 3 giugno 2026, oltre 80 alti funzionari provenienti dai 27 Stati membri, dai Paesi associati a Schengen e da Frontex si sono riuniti al Centro Congressi ‘Filoxenia’ di Nicosia per la Rete di Alto Livello sui Rimpatri. Il forum, istituito nell’ambito del Patto UE su Migrazione e Asilo, fornisce consulenza al Coordinatore UE per i Rimpatri su come snellire le procedure di allontanamento dei cittadini di paesi terzi privi di diritto legale di soggiorno.
Aprendo l’incontro, la Vice Ministra per la Migrazione e la Protezione Internazionale Maria Angeli ha sottolineato l’esperienza di prima linea di Cipro: nel 2025 le domande di asilo hanno rappresentato il 5% della popolazione dell’isola, la percentuale più alta nell’UE. Ha evidenziato come rimpatri più rapidi e meglio coordinati siano «essenziali per mantenere la fiducia pubblica nei canali legali di mobilità, come i permessi di lavoro e i visti per nomadi digitali».
I delegati hanno esaminato i dati di Frontex che mostrano come solo il 24% circa delle decisioni di rimpatrio emesse a livello UE nel 2025 si siano tradotte in effettive partenze. Cipro ha presentato la sua nuova struttura interna per le “procedure di frontiera” a Pournara, un modello che, secondo il governo, mantiene i richiedenti disponibili per l’elaborazione rispettando la normativa UE. Germania e Spagna hanno invece illustrato progetti pilota con voli charter condivisi tra più Stati membri per ridurre i costi.
I workshop pratici si sono concentrati su sistemi IT interoperabili in grado di collegare Eurodac (impronte digitali), il prossimo Sistema di Entrata/Uscita e le piattaforme nazionali di gestione dei casi, permettendo agli agenti di verificare in tempo reale identità e documenti di viaggio. Una sessione parallela con l’ambasciatore di Capo Verde ha esplorato l’ampliamento del programma UE di “assistenza umanitaria post-arrivo”, grazie al quale medici ciprioti hanno accompagnato il volo di rimpatrio Frontex da Larnaca a Praia lo scorso mese.
Per i datori di lavoro, lo sforzo della Rete per rendere più efficaci le decisioni negative è a doppio taglio. Rimpatri più rigorosi potrebbero alleviare la pressione abitativa e ridurre le code per i permessi di soggiorno, ma le imprese che dipendono da lavoratori stagionali provenienti da paesi con scarsa cooperazione per il rimpatrio rischiano carenze di manodopera se le quote non verranno adeguate. La Presidenza ha promesso di presentare entro metà giugno un documento non ufficiale per bilanciare le esigenze di talento con un’applicazione credibile delle norme.
Aprendo l’incontro, la Vice Ministra per la Migrazione e la Protezione Internazionale Maria Angeli ha sottolineato l’esperienza di prima linea di Cipro: nel 2025 le domande di asilo hanno rappresentato il 5% della popolazione dell’isola, la percentuale più alta nell’UE. Ha evidenziato come rimpatri più rapidi e meglio coordinati siano «essenziali per mantenere la fiducia pubblica nei canali legali di mobilità, come i permessi di lavoro e i visti per nomadi digitali».
I delegati hanno esaminato i dati di Frontex che mostrano come solo il 24% circa delle decisioni di rimpatrio emesse a livello UE nel 2025 si siano tradotte in effettive partenze. Cipro ha presentato la sua nuova struttura interna per le “procedure di frontiera” a Pournara, un modello che, secondo il governo, mantiene i richiedenti disponibili per l’elaborazione rispettando la normativa UE. Germania e Spagna hanno invece illustrato progetti pilota con voli charter condivisi tra più Stati membri per ridurre i costi.
I workshop pratici si sono concentrati su sistemi IT interoperabili in grado di collegare Eurodac (impronte digitali), il prossimo Sistema di Entrata/Uscita e le piattaforme nazionali di gestione dei casi, permettendo agli agenti di verificare in tempo reale identità e documenti di viaggio. Una sessione parallela con l’ambasciatore di Capo Verde ha esplorato l’ampliamento del programma UE di “assistenza umanitaria post-arrivo”, grazie al quale medici ciprioti hanno accompagnato il volo di rimpatrio Frontex da Larnaca a Praia lo scorso mese.
Per i datori di lavoro, lo sforzo della Rete per rendere più efficaci le decisioni negative è a doppio taglio. Rimpatri più rigorosi potrebbero alleviare la pressione abitativa e ridurre le code per i permessi di soggiorno, ma le imprese che dipendono da lavoratori stagionali provenienti da paesi con scarsa cooperazione per il rimpatrio rischiano carenze di manodopera se le quote non verranno adeguate. La Presidenza ha promesso di presentare entro metà giugno un documento non ufficiale per bilanciare le esigenze di talento con un’applicazione credibile delle norme.
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