
Il Parlamento Europeo ha aperto oggi la sessione plenaria di giugno a Strasburgo con un fitto ordine del giorno sulla migrazione, che include un voto decisivo sul tanto atteso Regolamento sui Rimpatri, previsto per mercoledì 17 giugno 2026. La proposta mira a semplificare le procedure per l’allontanamento dei cittadini di paesi terzi che hanno esaurito i ricorsi legali, fissando limiti temporali vincolanti per gli appelli e consentendo un uso più ampio della detenzione in caso di rischio di fuga. Se adottato, il regolamento sostituirà la Direttiva sui Rimpatri del 2008 e diventerà direttamente applicabile in tutta l’UE all’inizio del 2027.
Per l’Austria – che lo scorso anno ha emesso 12.800 decisioni di rimpatrio ma ne ha eseguite meno del 30% – le nuove norme potrebbero richiedere una maggiore capacità di detenzione, più funzionari di collegamento nei paesi di origine chiave e sistemi informatici di gestione dei casi potenziati. Vienna ha già stanziato 38 milioni di euro nel bilancio migratorio 2027 per attuare l’accordo.
I sostenitori sostengono che rimpatri più rapidi e prevedibili scoraggeranno gli spostamenti irregolari all’interno di Schengen, riducendo la necessità di controlli alle frontiere interne, come quelli che l’Austria ha appena prorogato. Tuttavia, gli attivisti per i diritti umani avvertono che finestre di appello più brevi potrebbero compromettere le garanzie del giusto processo e che l’ampliamento della detenzione potrebbe mettere sotto pressione le risorse delle forze di polizia regionali.
Le aziende che trasferiscono personale non UE in Austria dovrebbero monitorare il testo finale: la bozza del Parlamento chiarisce che le persone con permessi di soggiorno validi per lavoro o studio restano esenti dall’allontanamento accelerato, anche se cambiano datore di lavoro durante l’incarico. Tuttavia, i consulenti per l’immigrazione consigliano di tenere a portata di mano carte di soggiorno e prove di accesso al mercato del lavoro durante i viaggi intra-UE, mentre gli agenti di frontiera si adeguano al nuovo quadro normativo.
Il dibattito sul regolamento inizierà martedì pomeriggio, con il relatore Malik Azmani (Renew Europe) che dovrebbe difendere un compromesso che bilancia l’applicazione delle norme con le tutele. Per l’adozione basterà la maggioranza semplice; l’approvazione del Consiglio potrebbe arrivare già a luglio, aprendo la strada alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale entro l’estate.
Per l’Austria – che lo scorso anno ha emesso 12.800 decisioni di rimpatrio ma ne ha eseguite meno del 30% – le nuove norme potrebbero richiedere una maggiore capacità di detenzione, più funzionari di collegamento nei paesi di origine chiave e sistemi informatici di gestione dei casi potenziati. Vienna ha già stanziato 38 milioni di euro nel bilancio migratorio 2027 per attuare l’accordo.
I sostenitori sostengono che rimpatri più rapidi e prevedibili scoraggeranno gli spostamenti irregolari all’interno di Schengen, riducendo la necessità di controlli alle frontiere interne, come quelli che l’Austria ha appena prorogato. Tuttavia, gli attivisti per i diritti umani avvertono che finestre di appello più brevi potrebbero compromettere le garanzie del giusto processo e che l’ampliamento della detenzione potrebbe mettere sotto pressione le risorse delle forze di polizia regionali.
Le aziende che trasferiscono personale non UE in Austria dovrebbero monitorare il testo finale: la bozza del Parlamento chiarisce che le persone con permessi di soggiorno validi per lavoro o studio restano esenti dall’allontanamento accelerato, anche se cambiano datore di lavoro durante l’incarico. Tuttavia, i consulenti per l’immigrazione consigliano di tenere a portata di mano carte di soggiorno e prove di accesso al mercato del lavoro durante i viaggi intra-UE, mentre gli agenti di frontiera si adeguano al nuovo quadro normativo.
Il dibattito sul regolamento inizierà martedì pomeriggio, con il relatore Malik Azmani (Renew Europe) che dovrebbe difendere un compromesso che bilancia l’applicazione delle norme con le tutele. Per l’adozione basterà la maggioranza semplice; l’approvazione del Consiglio potrebbe arrivare già a luglio, aprendo la strada alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale entro l’estate.
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