
Gulf News riporta che i ministri del CPTPP hanno autorizzato discussioni preparatorie con Emirati Arabi Uniti, Indonesia e Filippine per una possibile adesione all’Accordo Globale e Progressivo per il Partenariato Trans-Pacifico, che coinvolge 12 nazioni. La decisione, confermata il 26 giugno, non garantisce l’ingresso, ma segnala un sostegno politico da parte di membri attuali come Giappone, Canada e Australia.
Sebbene i titoli si concentrino sul commercio, gli esperti di mobilità internazionale vedono implicazioni immediate per i regimi di visti business. Diversi membri del CPTPP – in particolare Canada, Messico e Perù – già facilitano l’ingresso ai cittadini degli altri firmatari tramite accordi simili a quelli APEC. I negoziatori emiratini dovrebbero chiedere disposizioni analoghe, replicando clausole ottenute nei recenti accordi bilaterali CEPAs con Indonesia e Nuova Zelanda.
Per le multinazionali con sede negli Emirati, l’allineamento al CPTPP potrebbe semplificare le pratiche per il personale di progetto diretto verso i poli minerari, energetici e tecnologici dell’Asia-Pacifico. Allo stesso modo, le aziende che reclutano talenti da Vietnam o Cile potrebbero beneficiare di tempi più rapidi per i permessi di lavoro, una volta attivati i meccanismi di mutuo riconoscimento.
Le trattative per l’adesione durano generalmente 18-24 mesi e richiederanno agli Emirati di adottare i capitoli CPTPP sull’ingresso temporaneo di operatori economici. I team legali dovranno monitorare le liste di riserva in bozza: il Canada, ad esempio, limita spesso i trasferimenti intra-aziendali se non sono rispettate soglie salariali.
I budget per la mobilità potrebbero inoltre trarre vantaggio da tariffe ridotte su beni per il trasferimento e effetti personali spediti tra economie membri, a condizione che gli Emirati armonizzino i codici doganali con le regole di origine CPTPP.
Sebbene i titoli si concentrino sul commercio, gli esperti di mobilità internazionale vedono implicazioni immediate per i regimi di visti business. Diversi membri del CPTPP – in particolare Canada, Messico e Perù – già facilitano l’ingresso ai cittadini degli altri firmatari tramite accordi simili a quelli APEC. I negoziatori emiratini dovrebbero chiedere disposizioni analoghe, replicando clausole ottenute nei recenti accordi bilaterali CEPAs con Indonesia e Nuova Zelanda.
Per le multinazionali con sede negli Emirati, l’allineamento al CPTPP potrebbe semplificare le pratiche per il personale di progetto diretto verso i poli minerari, energetici e tecnologici dell’Asia-Pacifico. Allo stesso modo, le aziende che reclutano talenti da Vietnam o Cile potrebbero beneficiare di tempi più rapidi per i permessi di lavoro, una volta attivati i meccanismi di mutuo riconoscimento.
Le trattative per l’adesione durano generalmente 18-24 mesi e richiederanno agli Emirati di adottare i capitoli CPTPP sull’ingresso temporaneo di operatori economici. I team legali dovranno monitorare le liste di riserva in bozza: il Canada, ad esempio, limita spesso i trasferimenti intra-aziendali se non sono rispettate soglie salariali.
I budget per la mobilità potrebbero inoltre trarre vantaggio da tariffe ridotte su beni per il trasferimento e effetti personali spediti tra economie membri, a condizione che gli Emirati armonizzino i codici doganali con le regole di origine CPTPP.
Fonte: Gulf News
Come può aiutarti VisaHQ
VisaHQ semplifica la richiesta del visto per privati e aziende. Verifica i requisiti di viaggio aggiornati, prepara i documenti necessari e gestisci la tua richiesta online tramite il portale VisaHQ per Emirati Arabi Uniti.Di più da Emirati Arabi Uniti
Visualizza tutto
Abu Dhabi inaugura la nuova struttura di pre-controllo statunitense di ultima generazione all'Aeroporto Internazionale Zayed
Falso allarme missile scuote Dubai e Abu Dhabi, genera breve incertezza nei viaggi