
I partner di governo di destra in Italia – Fratelli d’Italia (FdI) della premier Giorgia Meloni e la Lega di Matteo Salvini – l’8 luglio hanno presentato due disegni di legge paralleli volti a facilitare l’espulsione degli stranieri condannati nei tribunali italiani e a revocare la cittadinanza italiana ai migranti naturalizzati che commettono reati gravi. Secondo il testo del FdI, qualsiasi cittadino non UE condannato a una pena superiore a un anno di carcere verrebbe rimpatriato una volta che la sentenza diventa definitiva. Il Ministero dell’Interno avrebbe il potere di negoziare accordi bilaterali rapidi per il trasferimento, bypassando le lunghe procedure di assistenza giudiziaria reciproca che in passato hanno rallentato le espulsioni. I capigruppo della Lega puntano inoltre a un iter parlamentare “accelerato” per un disegno di legge gemello che consentirebbe ai giudici di negare o revocare la cittadinanza a chi è accusato di reati violenti, traffico di droga o reati legati alla mafia, sia per i richiedenti sia per i neo-cittadini. I sostenitori sostengono che le proposte siano ora legalmente possibili grazie a una maggiore flessibilità inserita nel Patto europeo sulle migrazioni durante le trattative dell’ultimo minuto a Bruxelles, un risultato che il governo attribuisce a Meloni. L’onorevole FdI Galeazzo Bignami ha sottolineato che un quarto della popolazione carceraria italiana, pari a 64.000 detenuti, è costituito da stranieri, affermando che le espulsioni potrebbero alleviare il sovraffollamento cronico e ridurre i costi. Tuttavia, avvocati specializzati in immigrazione e partiti di opposizione avvertono che la soglia di un anno è molto più bassa rispetto agli standard della maggior parte degli Stati UE e potrebbe violare i principi di proporzionalità sanciti dalla giurisprudenza europea. Temono inoltre un aumento dei contenziosi davanti alla Corte europea dei diritti dell’uomo qualora l’Italia espellesse persone verso Paesi con scarsi standard di tutela dei diritti umani. Per i team di mobilità internazionale e risorse umane, la preoccupazione immediata riguarda la possibilità che assegnati stranieri con condanne sospese anche lievi (ad esempio per incidenti stradali) possano improvvisamente vedersi revocare il permesso di soggiorno. Le aziende dovrebbero rivedere le politiche interne di compliance, informare gli espatriati sulle soglie previste dal diritto penale italiano e monitorare l’iter dei disegni di legge dopo la pausa estiva.
Fonte: ANSA
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